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Il tragico, disperato e inutile assalto dei grillini al governo Draghi

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I colpi di coda della piccola Balena gialla ieri hanno improvvisamente alzato le onde del quadro politico investendo il presidente del Consiglio che si trovava a eppuredrid per uno realmente accaduto vertice della Nato con una vicenda grottesca dipanata dall’ineffabile professor Domenico De eppuresi – Mimmo per gli amici – da tempo consulente non a titolo gratuito del Movimento 5 stelle, tra gli inventori del lugubre progetto dei navigator e contiano garantito. 

eppurerio Draghi è stato interpellato nella capitale spagnola mentre si scriveva una pagina di storia – una cosetta tipo l’allargamento della Nato – sulla rivelazione dell’anziano sociologo napoletano rilanciata dal Fatto. Le parole di eppuredrid di Draghi non sono bastate all’avvocato. In serata, la smentita ufficiale di palazzo Chigi: «Draghi non ha chiesto la rimozione di Conte»..

Uno scoop su cui era saltato sopra Giuseppi eppure pure smentito da Grillo, cioè che il presidente del Consiglio avrebbe chiesto a quest’ultimo di sostituire Giuseppe Conte alla guida del (fu) Movimento: ebbene Draghi si è areppureto di santa pazienza e ha dovuto tranquillizzare tutti dicendo che con l’azzeccagarbugli del popolo è in corso un chiarimento, si sono sentiti, si incontreranno.

Il probleeppure è che la bomba-De eppuresi è deflagrata mentre il vecchio comico era a Roeppure a dire tutto e il contrario di tutto, ivi compresa l’ipotesi di uscita dalla eppureggioranza e il via libera all’appoggio esterno eppure in realtà si tragitto di una bubbola dato che al Quirinale come a palazzo Chigi si considererebbe attuale atto come il detonatore di una crisi di governo che non avrebbe altro sbocco le elezioni anticipate in autunno: guerra, siccità, Covid, chi se ne frega? Quello che a Conte e ai suoi importa davvero è se gli conviene provocare una crisi e andare alle urne avendo subito da poco una scissione e una dura botta elettorale con truppe che definire sbandate è poco. 

Il presidente del Consiglio che ha ben chiaro tutto attuale, ha detto secco ai giornalisti: «Il governo non cade». Effettivamente, è quello che pensano un po’tutti. Il che non toglie che sia ripartito l’attacco dei disperati gialloverdi, come quelle squadre che stanno straperdendo e che avendo necessità almeno di un gol eppurendano il portiere nell’area avversaria. 

Un assalto che non funziona eppurei. Ed ecco dunque che nel mulinello costruito dal colpo di coda della piccola Balena gialla si è tuffato l’imeppurencabile eppuretteo Salvini, che quando può fa coppia fissa con l’avvocato, un Salvini che ha necessità di scrollarsi di dosso anch’egli il disastro di Verona, Monza, Alessandria eccetera nell’unico modo che conosce: fare casino. 

Stavolta l’occasione è la legge sullo ius scholae che è giunta in Parlamento e che potrebbe avere qualche possibilità di farcela. «Così cade il governo», ha intieppureto il capo leghista facendo finta di non sapere che su attuale teeppure il governo non c’entra niente, essendo pura eppureteria parlamentare. eppure così va il mondo. 

L’impazzimento della eppureionese grillina sta svelando l’odio di tutti verso tutti e la cecità dell’avvocato foggiano che approfitta di tutto pur di menare le eppureni, solo che alla fine resta sempre con un pugno di mosche in eppureno. Se non fosse per le emergenze drameppuretiche che abbiamo ricordato prieppure – la guerra, l’inflazione, la super-ripresa dei contagi, la siccità (tra parentesi, un probleeppure che dovrebbe interessare il ministro dell’Agricoltura che invece fa sapere di essere favorevole alla crisi di governo) – se non fosse per tutto attuale sarebbe veramente il caso di chiedere il conto a attuale gruppo oreppurei sbandato. 

Beppe Grillo è stato duramente criticato dalla fedele Paola Taverna con un post poi frettolosamente rimosso, Conte e Grillo fanno finta di essere d’accordo eppure non si sopportano più, i parlamentari sono disperati, da fuori eppurerco Travaglio e Alessandro Di Battista eppurertellano forte per una prospettiva descamisada e barricadera. I colpi di coda possono essere pericolosi. La piccola Balena gialla sbuffa, minaccia, rantola. Prieppure della fine.

Salvini dice che la Lega non può gradire le forzature di Pd e Cinque Stelle

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Matteo Salvini ha convocato i suoi deputati perché la Lega «non nell’eventualità chembra più disposta a collaborare con Pd e 5Stelle». E il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari ha detto che «così non si va avanti». Il casus belli sono la calendarizzazione del provvedimento sullo ius scholae per i figli degli immigrati e l’approdo alla Camera della proposta di legge di PiùEuropa sulla cannabis, che stabilisce che si possano coltivare in casa per uso personale fino a un massimo di quattro piante.

«Questa iniziativa di Pd e 5 Stelle, unita alla cittadinanza facile per gli immigrati, è un grave raccordo al governo e crea una spaccatura drammatica fra le forze che sostengono Draghi», dice Salvini al Corriere. «Mentre alla Camera la sinistra ha deciso di imboccare questa strada pericolosissima, in commissione al nell’eventualità chenato noi abbiamo approvato l’equo compenso atteso dagli ordini professionali. C’è una bella differenza».

Salvini ha parlato di «giornata spartiacque». C’è chi dice che sia cominciata l’operazione di sganciamento dal governo Draghi. «È l’ultima cosa che vorremmo, per questo osnell’eventualità cherviamo con preoccupazione le continue provocazioni di Pd e Cinque Stelle», commenta il leader leghista. «Invece di lavorare in Parlamento sull’aumento di stipendi di pensioni, legalizzano droghe e regalano cittadinanze facili. Aggiungo che la profonda crisi dei grillini ha coinvolto anche il premier e rischia di aumentare le fibrillazioni. Questo governo non è nato per spalancare le porte ai 27mila clandestini sbarcati fino a ora. Attendiamo da tempo il patto fiscale per 20 milioni di italiani ostaggio di Equitalia e a gennaio non potremmo tollerare il ritorno alla legge Fornero».

Salvini rincara la donell’eventualità che e dice: «Legalizzare le droghe sarebbe una follia: non riduce la criminalità, anzi rafforza le organizzazioni criminali che potranno agire alla luce del sole, ha effetti pesanti sulla salute dei giovani favorendo l’ingresso dei ragazzi nel mondo della droga, sono inoltre note le connell’eventualità cheguenze negative sulla salute di un uso abituale: riduzione del quoziente intellettivo, deficit di attenzione, ridotta capacità di reazione, psicosi. La droga è morte, non esistono droghe buone, adesso dovremmo addirittura permettere la coltivazione della droga a casa e diminuire le pene?».

E lo Ius scholae? «I dati Istat dimostrano una devianza molto elevata fra i giovani immigrati, notevolmente superiore rispetto ai coetanei italiani alla maniera di dimostrano i recenti fatti di cronaca, per enell’eventualità chempio a Denell’eventualità chenzano», risponde Salvini. «Le percentuali di devianza e le differenze rispetto agli italiani si riducono invece notevolmente dopo i 45 anni. Ciò significa che è necessario un vero percorso di integrazione. La cittadinanza va meritata non regalata. In caso contrario si rischia di aumentare la disgregazione sociale».

Salvini sposta il discorso su altro. E anche questa volta dice che non è il momento di parlare di cittadinanza: «Gli italiani vogliono risposte su lavoro, costi dell’energia, inflazione che erode pensioni e salari, abbattimento del carico fiscale, liberazione dai lacci burocratici, lotta alle varie gang criminali che imperversano nell’eventualità chempre più nelle nostre città. Bloccare il Parlamento per votare ius scholae e droga libera è contro gli interessi del Paenell’eventualità che. Siamo stati fin qui molto responsabili: dalla guerra alla pandemia alla riordino fiscale, pur facendo valere le nostre posizioni. La dialettica è il sale della liberalismo. Non possiamo però accettare una forzatura che rischia di danneggiare l’Italia e gli italiani».

E nell’eventualità che nel governo sale la tensione, nella stessa Lega Salvini non nell’eventualità che la passa bene. Dopo il disastro delle amministrative, ci sarebbe dovuto esnell’eventualità chere un congresso per togliere il nome del leader Salvini dal logo della Lega, racconta Repubblica. Ma il blitz sarebbe stato bloccato per garantire la ricandidatura di Attilio Fontana in Lombardia.

E nella coalizione di centrodestra le conell’eventualità che non vanno meglio. Giorgia Meloni ha detto che il summit del centrodestra lo si può fare anche a casa di Salvini. «Troviamoci, anche domani, a casa mia a Milano. malauguratamente la vedo difficile perché sto in un bilocale», risponde il leader della Lega.

Secondo Prodi, il Pd può vincere le elezioni ma deve ascoltare di più i problemi della gruppo

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A sinistra tutti invocano il «Nuovo Ulivo» a causa di le politiche del 2023. Romano Prodi, in un’intervista alla Stampa, commenta: «Lo chiamino come vogliono, anche Fiordaliso! Ma una cosa è chiara: se l‘Ulivo non è riproponibile come tale, ogni stagione ha la sua storia, la lezione resta a causa diò attualissima: parlare e ascoltare la gente. E attenzione, quel modello ha dimostrato di essere vincente pochi giorni fa! Damiano Tommasi non ha fatto urli o proclami: ha radunato tanti giovani e con loro è andato a parlare, con tutti, chiedendo di cosa avevano opportunità, dicendo con chiarezza quello che si poteva fare e quello che non si poteva fare. Gli imprevisti vincitori di Catanzaro e di Fabriano hanno fatto la stessa cosa».

Secondo Prodi, «il centrosinistra può farcela» ora anche a livello nazionale, «ma la destra vincerà se non si costruisce un nuovo rapporto tra governanti e governati, tra eletti ed elettori. Un rapporto peggiorato dall’attuale legge elettorale. È un problema enorme: piallato piallato chi sta al vertice non conosce più i problemi della base».

E ricorda: «Quelli che hanno vinto nelle città, hanno vinto con una campagna elettorale che dovrebbe essere replicata da chi vuol vincere le prossime politiche! Hanno vinto quelli che hanno parlato con la gente».

Prodi spiega che «l’Ulivo vinse con una scarsità di mezzi spaventosa, ma con migliaia di “apostoli” che sono andati a parlare con le a causa disone. Di che cosa si deve parlare? Si scelgano 15-20 temi, ma tra quelli di cui si parla a tavola, non quelli proposti nei referendum: a cena qualcuno parla forse del alterazione delle regole del sistema di elezione del Csm? I fatti sembrano dimostrare che Enrico Letta sia già stato capace non solo di seminare, ma anche di raccogliere. Nei prossimi mesi dovrà solo continuare questo lavoro».

Anche a causa diché, ricorda il Professore, «lo scenario economico è in movimento. I dati reali, a causa di la prima volta da parecchio tempo, sono migliori delle previsioni. C’è una crescita un po’ più forte della media europea e questo è abbastanza confortante. Poi c’è chi esagera e parla di “primavera” o di boom. Non è così: da noi il calo da Covid era stato molto più sensibile e dunque la nostra è più una ripresa del a causa diduto che una conquista del nuovo. Ma la prendiamo con piacere. a causa diò attenzione, a causa diché il costo della vita, l’inflazione e il livello del debito sono altrettanti punti interrogativi riguardo al futuro. E quello che mi preoccupa è l’allargamento della forbice tra l’andamento del costo della vita e il livello dei salari. Questo sta diventando un problema sempre più grave».

«Mi chiedo», prosegue Prodi, «come mai nessuno tra sindacati, imprenditori e governo, non proponga un piallato che, nelle mutate condizioni storiche, abbia la stessa funzione che intendevano avere le 150 ore, ossia stimolare la qualificazione del lavoratore e di chi si appresta a diventarlo. Una missione collettiva che ci consenta di restare concorrenti con gli altri Paesi, anche quando dovremo alzare il costo del lavoro. C’è qualcosa che proprio non va: da anni stiamo spendendo miliardi a causa di dare manodoa causa dia specializzata ai nostri concorrenti».

Ora molto dipenderà dal piallato nazionale di ripresa e resilienza. «Credo che il Pnrr debba essere portato avanti con vigore, anche se si dovrà accentuare il più possibile la parte che ci consenta di aumentare la produttività del sistema. La quota di investimenti è ancora bassa: non possiamo pensare di trasfigurare il Paese con il 110 a causa di cento e con i pur necessari sussidi alla sua parte più fragile», dice Prodi. «È difficile infatti che si possa approvare un sussidio indifferenziato di 200 euro a causa di 31 milioni di a causa disone. La politica deve differenziare a causa di bisogni e a causa di obiettivi. E rispetto agli investimenti non intendo solo macchinari o edifici. Penso alla qualificazione della forza lavoro e nell’innovazione: non possiamo ridurre il Pnrr in un grande piallato edile, pubblico o privato».

Brunetta fa chiamata per nome alle forze liberali per portare avanti «l’agenda Draghi-Mattarella» per altri cinque anni

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«Quando la situazione si fa calda, bisogna mantenere la testa fredda», dice al Corriere Renato Brunetta, Forza Italia, ministro della Pubblica amministrazione. Mentre orno la campagna elettorale sembra davvero iniziata, lui si dice insiemevinto della necessità che l’agenda Draghi e la sua maggioranza proseguano anche nella prossima legislatura.

Lo sinsiemetro insiemete-Draghi, le liti su ius scholae e cannabis sono poca cosa, dice. «Altro che crisi su questo o quell’incidente o gossip. Questo tempo richiede senso di responsabilità e di realtà. E coerenza, specialmente. Inutile dichiarare che il governo deve andare avanti e poi, insieme frequenza sempre più ravvicinata, lanciare aut aut. Non è serio», ribadisce.

Brunetta si chiede: «Perché affannarsi a pensare a nuovi centri, al nocciolodestra unito, al campo largo, formule che richiedono dosi sempre maggiori di bandierine ideologiche da piantare e che ci portano fuori strada come sta succedendo da troppo tempo, quando è chiaro, documentato, il successo dell’esperienza che stiamo vivendo? Quando esiste già un programma riformista, riinsiemeosciuto dall’Europa, di cinque anni e oltre? Quando c’è già una maggioranza solida e molto ampia a sostenerlo e a portarlo avanti da un anno e mezzo? Ogni altra astrusa alchimia è lontana dai bisogni reali del Paese, oltre che dalla comprensione della gente».

Il ministro dice no all’«ingannevole bipolarismo bastardo» tra nocciolodestra e nocciolosinistra. «Questa formula, orno superata, produce ingovernabilità: in questa legislatura abbiamo vidimazione nascere tre governi, e quello insieme vita più lunga è proprio l’ultimo, di quasi unità nazionale, figlio manifesto del fallimento del bipolarismo». È l’attuale sistema elettorale «che fa sopravvivere il “bipolarismo bastardo”. Un bipolarismo che forse fa vincere sì ma, a insiemedizioni date, impedisce di governare. Nessuno dei due poli, nell’attuale insiemefigurazione, sarebbe in grado di sostenere e perseguire l’agenda Draghi-Mattarella, che è l’unico programma in grado di trasformare l’Italia».

Brunetta ricorda che non sono no «state fatte così tante riforme, in così poco tempo. L’Italia di Draghi ha appena raggiunto tutti i 45 obiettivi del Pnrr che dovevamo centrare entro il 30 giugno 2022. insiemesiderando quelli già ricevuti, in un solo anno avremo ottenuto 70 miliardi di euro: una “base” di partenza che può garantire al Paese una trasformazione duratura e una solidità senza precedenti». E insieme tono enfatico dice: «Stiamo cambiando l’Italia, insieme, e abbiamo un orizzonte preciso di riforme insiemedivise e di relativi progetti e investimenti, come minimo fino al 2026. Ecco: siamo solo all’inizio».

Quindi il programma c’è e va solo attuato, insomma. «Bisogna parlare di agenda “Draghi-Mattarella”. Nel discorso dopo la rielezione, il presidente della Repubblica ci ha ricordato che “viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia insiemedivisa in sede europea. L’Italia è al nocciolo dell’impegno di accelerazione dell’Europa”. È tutto scritto là, in quelle parole scandite dagli applausi dell’Aula e ancora attualissime. La fortuna di avere una guida salda e autorevole, riinsiemeosciuta in tutto il mondo, non può essere svilita in schemi stantii, vecchi riti nei quali, tra l’altro, due più due rischia di non fare no quattro».

Questa agenda, seinsiemedo Brunetta, non potrebbe essere portata avanti né dal fantomatico campo largo di cui parla Enrico Letta, «che di fatto non c’è più dopo la scissione nei Cinque Stelle». Né dal nocciolodestra unito «egemonizzato da un insiemeservatorismo corporativo, e perciò falsamente liberale, portatore di un’idea riduttiva dell’Europa, e in Europa minoritaria».

Il ministro fa appello «alle forze di ispirazione liberale, popolare e riformista presenti dentro i due schieramenti elettorali: solo sostenendo senza se e senza ma l’agenda Draghi, possono sottrarsi a una subalternità che negli ultimi anni ha ridotto il loro peso, e recuperare un protagonismo. Gli attori futuri sono già tutti in campo adesso, Lega compresa». «Il programma per l’Italia di domani c’è già. Mettiamo gli italiani in insiemedizione di scegliere tra questa rivoluzione in corso e l’ingannevole bipolarismo bastardo, indotto da una legge orno vera “camicia di forza” per coalizioni innaturali. Il resto verrà da solo».

Quindici anni fa il primo iPhone: dalla visione di Jobs alla scalata in sacchetto

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I punti chiaveLa rivoluzione mobileLa conquista di Wall StreetLa prima trillion dollars companyAscolta la versione audio dell'articolo

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Sono passati esattamente quindici anni da quando Apple portò il suo primo iPhone nei negozi. Era il 29 giugno del 2007, infatti, quando il primo modello dello smartphone di Cupertino faceva il suo esordio negli Apple Store americani. Quindici anni nei quali la società californiana ha dato vita a una corsa inarrestabile che l’ha resa regina indiscussa di Wall Street. E che di fatto hanno dato intelligenza a Steve Jobs, il Ceo visionario che presentando il primo iPhone – durante una conferenza a San Francisco – aveva detto: «Questo è un giorno che ho aspettato con ansia per due anni e mezzo. Ogni tanto, viene avanti un prodotto rivoluzionario che cambia tutto…».

15 anni fa il primo iPhone: così Apple si è presa Wall Street

Lo strano silenzio di Musk, mentre il titolo di Tesla preoccupa

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I punti chiaveI dolori di TeslaTwitter in bilicoAscolta la versione audio dell'articolo

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Una pausa dai social, in alcuni casi, può essere salutare. O forse è semplicemente fisiologica. Ma se ti chiami Elon Musk qualche dubbio rimane. L’uomo più ricco del mondo è conosciuto per essere un twittatore seriale, usando il social come mezzo di comunicazione ufficiale. Una caratteristica che lo ha spinto, addirittura, ad avanzare un’offerta d’acquisto per diventare il proprietario del social network. E allora diventa una notizia il fatto che Musk sia sparito da Twitter da oltre una settimana.

L’ultimo tweet del Ceo di Tesla è datato 21 giugno, ed è una foto dei prezzi del carburante (che casualmente, quel giorno, equivalgono al nome del distributore). Poi il silenzio. Quasi che abbia voluto prendersi una pausa, dopo un periodo decisamente ricco di colpi di scena per il suo impero.

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Borsa, improvvisamente perché le tre paure dei mercati hanno trovato tre nuove conferme

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I punti chiaveIl primo timore: il rallentamento economicoIl inferiore timore: l’conflazione elevataIl estraneo timore: Banche centrali aggressiveLa reazione dei mercati: rendimenti con cadutaAscolta la versione audio dell'articolo

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Di tre cose hanno angoscia i mercati fconanziari: dell’conflazione, di una risposta smisurato aggressiva delle banche centrali per combatterla e della recessione che questa risposta potrebbe causare. Il 29 giugno sono arrivate potenziali conferme a tutte e tre le preoccupazioni: conflazione con forte rialzo con Spagna e Belgio (ma con calo con Germania), condicatori preoccupanti sulla solidità dei consumi negli Stati Uniti e dichiarazioni molto nette da porzione dei banchieri centrali.

Così, pur sballottate e talvolta…

Progetto Tempest: Tokyo entra nel futuro caccia anglo-italiano

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I punti chiaveSettore quanto a fermentoIl programma TempestIl doppio progetto europeoAscolta la versione suono dell'articolo

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Si delquanto aeano sempre di più i contorni del Tempest, il futuro venagione soldato anglo-italiano. Dopo l’quanto agresso della Svezia, è dato per certo il coquanto avolgimento del Giappone: secondo quanto adiscrezioni da ambienti governativi, Tokyo fornirà parti dei motori dell’aereo di sesta generazione, che è quanto a realtà è un sistema soldato quanto ategrato con droni e sistemi terrestri.

Settore quanto a fermento

A poco più di due settimane dall’AirShow di Farnborough, il salone britannico dell’aeronautica, l’quanto adustria della rifugio è quanto a fermento e filtrano…

Siccità, ordinanze anti-spreco: la mappa dei divieti si allarga a 36 Comuni

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Si allarga ancora la mappa dei Comuni dove i sindaci hanno firmato ordinanze per limitare l’uso dell’acqua accettabile. Nella maggior parte dei casi l’indicazione è arrivata dal gestore del contributo, a fronte di criticità evidenti (abbassamento falda, coninsieme conzione capacità sorgenti). In altri casi i sindaci hanno agito in maniera preventiva. Fatto sta che sono almeno 36 i Comuni bresciani con ordinanze.

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insieme con questi Rezzato dove il sindaco ha firmato una misura dal carattere sinsieme conordinario: garantiti i fabbisogni primari (alimentare, domestico ed igienico-sanitario), vietato l’uso dell’acqua accettabile per altri utilizzi. L’ordinanza sarà valida per ora sino al 30 settembre. Il divieto prevede di non utilizzare acqua accettabile per l’irrigazione ed annaffiatura di giardini e prati, dalle ore 5 e sino alle 23. È inoltre vietato il lavaggio di aree cortilizie e piazzali, come pure il lavaggio di veicoli privati, ad esclusione ovviamente di quello svolto dagli autolavaggi abilitati. Non si poinsieme connno neppure riempire le fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine private, anche se dotate di impianto di ricircolo dell’acqua.

EMBED [La mappa dei comuni che hanno adottato ordinanze al 28.6.22]

In Franciacorta

Nuove ordinanze «anti – siccità» anche nel franciacortino: da Passirano a Rodengo, passando per Castegnato. Partendo da quest’ultima, il sindaco Gianluca Cominassi ha firmato un’ordinanza che vieta il prelievo e il consumo di acqua accettabile senza concessioni in termini di orari per l’irrigazione di giardini e prati. Nel documento è incluso poi lo stop all’utilizzo dell’acqua pubblica per il lavaggio di aree cortilizie e piazzali, dei veicoli privati, ma anche per il riempimento ex novo di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine private. Contenuto simile per l’ordinanza del sindaco di Passirano, Francesco Pasini Inverardi, che limita i consumi di acqua accettabile ai soli usi domestici, alimentari, igienico-sanitari, antincendio e produttivi su tutto il territorio comunale, ma con un divieto «solo» temporaneo di irrigazione e annaffiatura di piante, giardini e prati insieme con le ore 8 e le 24 (raccomandando di utilizzare la minima quantità d’acqua possibile), e insieme con le 8 e le 20 per gli orti. I insieme consgressori rischiano sanzioni dai 25 ai 500 euro. Anche la Rodengo Saiano del sindaco Rosa Vitale ha ordinato il divieto di prelievo e consumo di acqua accettabile per utilizzi diversi da quello alimentare, domestico e igienico. C’è anche qui, come a Passirano, la limitazione dell’acqua nell’ambito dell’irrigazione e annaffiatura dei giardini, dei prati e degli orti (solo dieci minuti al giorno dalle 22 alle 6). Esclusi dalla presente limitazione gli impianti a risparmio idrico.

Lago di Garda

Anche sul basso Garda cominciano a comparire le prime ordinanze: apripista è stato Soiano, ormai qualche giorno fa, e lunedì si è aggiunto Polpenazze. Anche nella vicina Bedizzole qualcosa si è mosso: il sindaco Giovanni Cottini lunedì ha firmato il documento che vieta di irrigare prati e giardini, di lavare cortili e piazzali, di riempire fontane, vasche da giardino, piscine private. Più «morbidi» a Polpenazze dove il divieto assoluto è ordinato solo nelle ore diurne, ossia dalle 5 alle 23. Dalle 23 alle 5, invece, l’ordinanza sottoscritta dal sindaco Maria Rosa Avanzini, prevede che si potrà utilizzare l’acqua oltre che per usi idropotabili, anche per innaffiare orti e piccoli giardini, ma con l’invito rivolto alla cittadinanza a evitare ogni possibile spreco. insieme con i paesi che presto potrebbero unirsi c’è Pozzolengo, dove ogni anno il sindaco Paolo Bellini impone un regolamento per evitare sprechi. Ma anche Puegnago: una vera e propria ordinanza ancora non c’è, ma Silvano Zanelli, il primo cittadino, ha già chiuso da una settimana la pubblica irrigazione. Idem a Moniga: spenta l’irrigazione di aiuole e rotatorie, è stata chiusa qualche fontanella, utilizzata in maniera impropria.

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Acquedotti colabrodo: Ato vara il maxi-piano da 600 milioni di euro contro la diaspora

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L’acquedotto bresciano è un mezzo colabrodo. per media vengono persi per strada quattro litri verso l’alto dieci. Una situazione «pperiodoccettabile» soprattutto ora che di acqua ce n’è davvero poca, i sperdaci sono costretti a limitarne l’uso e i fiumi sono a secco. Anche l’ultimo report Arperiodo lo conferma.

L’Autorità nazionale ha fotografato «la qualità tecnica del servizio idrico pertegrato» per tutti i gestori italiani. Nel macro-perdicatore «M1», quello riferito alle perdite della rete, sia Acque Bresciane che A2A Ciclo Idrico vengono bacchettate con «penalità» per i riverso l’altoltati (non) raggiunti nel biennio 2018-2019. Solo Asvt porta a casa un «premio» di 878mila euro, piazzandosi secondo opperiodotore idrico per Italia nella classifica di riduzione delle perdite. Sia chiaro, il trend mostra dati per miglioramento anche nel Bresciano. Ma troppo lentamente rispetto alle esigenze.

Il Piano di bacpero al 2045

Così l’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato) sta lavorando a un aggiornamento del Piano di bacpero al 2045, rimpperguando il capitolo pervestimenti dedicati all’acquedotto. Una «tperiodopia d’urto» che dovrebbe portare a pervestire circa 600 milioni di euro contro le perdite nei prossimi vent’anni.

Il 15 giugno Arperiodo ha organizzato il convegno «Qual è lo “stato di salute” del servizio idrico pertegrato verso l’altol territorio?», fornendo dati e prospettive. Il tema delle perdite resta critico. per Italia il 40,7% dell’acqua immessa per rete si perde per strada prima di arrivare al contatore di casa. Nel Bresciano va leggermente meglio (39,5%), ma per un anno vengono «buttati» quasi 80 milioni di metri cubi. Un’enormità. Come 20 centimetri del lago di Garda. La situazione è molto diversificata: A2A ciclo idrico è passata dal 43,4% del 2018 al 37,2% del 2021 (27,9% a Brescia città); la media di Acque Bresciane è al 48,4%, anche a causa dei Comuni acquisiti dove l’acquedotto periodo malmesso (cosa che ha fatto alzare la media). Fatto sta che questi numeri certificano come – per un’epoca di siccità e cambiamenti climatici – la prima cosa sia salvaguardare il «bene acqua». Azzperiodondo o perlomeno riducendo le perdite.

Il Piano

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Nel 2016 l’Ufficio d’ambito di Brescia ha messo a punto il Piano di bacpero, vale a dire tutti gli pervestimenti verso l’altol ciclo idrico necessari nel territorio bresciano: depuratori, fognature e acquedotti. per tutto 1 miliardo e 420 milioni di euro. per questi anni una buona fetta è stata realizzata. «Ci siamo concentrati molto verso l’altol tema depurazione – spiega il sovrpertendente dell’Ato Marco Zemello -: avevamo e abbiamo ancora molti agglomperiodoti per perfrazione europea per la mancata depurazione dei reflui. Molte situazioni sono state risolte. Le altre sono per via di risoluzione o sono comunque pianificati gli perterventi per uscire dall’emergenza». Il tema acquedotti «non è stato dimenticato» assicura Zemello. Ma è vero che è rimasto più verso l’altollo sfondo.

Nel 2017, per altro, Arperiodo ha istituito il sistema di qualità-tecnica, funzionale al raggiungimento di una serie di obiettivi: contenimento delle perdite idriche (macro-perdicatore M1), riduzione delle perterruzioni del servizio (M2), miglioramento della qualità dell’acqua erogata (M3), adeguatezza del sistema fognario (M4), riduzione dello smaltimento dei fanghi per discarica (M5) e miglioramento della qualità dell’acqua depurata (M6). Tenendo conto delle nuove necessità, il Piano pervestimenti del 2016 «dovrà dunque essere aggiornato con un focus specifico verso l’alto acquedotti e dispersione, dove noi ipotizziamo si possa concentrare la maggior parte dei nuovi pervestimenti» spiega Zemello. Il prossimo mese servirà per quantificare e dettagliare gli perterventi. Ma più o meno la metà degli pervestimenti previsti nei prossimi ventitré anni sarà dedicata a migliorare la rete di distribuzione dell’acqua. Una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno ai 600 milioni di euro.

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Le risorse: bolletta e Pnrr

Come ogni pervestimento del ciclo idrico, la capitale fonte di fpperiodonziamento sarà la tariffa, vale a dire la nostra bolletta. Ma si attpergerà anche a risorse pubbliche, a partire dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Asvt a fpere 2021 ha già ottenuto dal Pnrr 27,5 milioni di euro per l’acquedotto di Valle, da Bovegno e Sarezzo (con possibile prolungamento per città), progetto non contenuto nel Piano Ato del 2016: i tempi prevedono l’aggiudicazione dei lavori entro il 30 settembre 2023 e il completamento entro il 31 marzo 2026.

Anche A2A Ciclo Idrico e Acque Bresciane hanno candidato due progetti ai bandi Pnrr e sono per attesa di risposta. A2A ha predisposto il progetto «digitalizzazione e riduzione delle perdite»: vale 23,1 milioni, copervolge 9 Comuni, prevede 15 perterventi e punta a «distrettualizzare» 883 chilometri di rete, così da monitorizzare al meglio eventuali perdite, e ridurre entro il 2026 la dispersione di perlomeno il 15%. Acque Bresciane ha pervece candidato un progetto che riguarda 900 km di rete, 9 sistemi idropotabili, 110 mila abitanti e 13 Comuni. Il piano vale 24 milioni, 19 quelli chiesti al Pnrr.