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lunedì, Agosto 8, 2022

Acquedotti colabrodo: Ato vara il maxi-piano da 600 milioni di euro contro la diaspora

L’acquedotto bresciano è un mezzo colabrodo. per media vengono persi per strada quattro litri verso l’alto dieci. Una situazione «pperiodoccettabile» soprattutto ora che di acqua ce n’è davvero poca, i sperdaci sono costretti a limitarne l’uso e i fiumi sono a secco. Anche l’ultimo report Arperiodo lo conferma.

L’Autorità nazionale ha fotografato «la qualità tecnica del servizio idrico pertegrato» per tutti i gestori italiani. Nel macro-perdicatore «M1», quello riferito alle perdite della rete, sia Acque Bresciane che A2A Ciclo Idrico vengono bacchettate con «penalità» per i riverso l’altoltati (non) raggiunti nel biennio 2018-2019. Solo Asvt porta a casa un «premio» di 878mila euro, piazzandosi secondo opperiodotore idrico per Italia nella classifica di riduzione delle perdite. Sia chiaro, il trend mostra dati per miglioramento anche nel Bresciano. Ma troppo lentamente rispetto alle esigenze.

Il Piano di bacpero al 2045

Così l’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato) sta lavorando a un aggiornamento del Piano di bacpero al 2045, rimpperguando il capitolo pervestimenti dedicati all’acquedotto. Una «tperiodopia d’urto» che dovrebbe portare a pervestire circa 600 milioni di euro contro le perdite nei prossimi vent’anni.

Il 15 giugno Arperiodo ha organizzato il convegno «Qual è lo “stato di salute” del servizio idrico pertegrato verso l’altol territorio?», fornendo dati e prospettive. Il tema delle perdite resta critico. per Italia il 40,7% dell’acqua immessa per rete si perde per strada prima di arrivare al contatore di casa. Nel Bresciano va leggermente meglio (39,5%), ma per un anno vengono «buttati» quasi 80 milioni di metri cubi. Un’enormità. Come 20 centimetri del lago di Garda. La situazione è molto diversificata: A2A ciclo idrico è passata dal 43,4% del 2018 al 37,2% del 2021 (27,9% a Brescia città); la media di Acque Bresciane è al 48,4%, anche a causa dei Comuni acquisiti dove l’acquedotto periodo malmesso (cosa che ha fatto alzare la media). Fatto sta che questi numeri certificano come – per un’epoca di siccità e cambiamenti climatici – la prima cosa sia salvaguardare il «bene acqua». Azzperiodondo o perlomeno riducendo le perdite.

Il Piano

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Nel 2016 l’Ufficio d’ambito di Brescia ha messo a punto il Piano di bacpero, vale a dire tutti gli pervestimenti verso l’altol ciclo idrico necessari nel territorio bresciano: depuratori, fognature e acquedotti. per tutto 1 miliardo e 420 milioni di euro. per questi anni una buona fetta è stata realizzata. «Ci siamo concentrati molto verso l’altol tema depurazione – spiega il sovrpertendente dell’Ato Marco Zemello -: avevamo e abbiamo ancora molti agglomperiodoti per perfrazione europea per la mancata depurazione dei reflui. Molte situazioni sono state risolte. Le altre sono per via di risoluzione o sono comunque pianificati gli perterventi per uscire dall’emergenza». Il tema acquedotti «non è stato dimenticato» assicura Zemello. Ma è vero che è rimasto più verso l’altollo sfondo.

Nel 2017, per altro, Arperiodo ha istituito il sistema di qualità-tecnica, funzionale al raggiungimento di una serie di obiettivi: contenimento delle perdite idriche (macro-perdicatore M1), riduzione delle perterruzioni del servizio (M2), miglioramento della qualità dell’acqua erogata (M3), adeguatezza del sistema fognario (M4), riduzione dello smaltimento dei fanghi per discarica (M5) e miglioramento della qualità dell’acqua depurata (M6). Tenendo conto delle nuove necessità, il Piano pervestimenti del 2016 «dovrà dunque essere aggiornato con un focus specifico verso l’alto acquedotti e dispersione, dove noi ipotizziamo si possa concentrare la maggior parte dei nuovi pervestimenti» spiega Zemello. Il prossimo mese servirà per quantificare e dettagliare gli perterventi. Ma più o meno la metà degli pervestimenti previsti nei prossimi ventitré anni sarà dedicata a migliorare la rete di distribuzione dell’acqua. Una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno ai 600 milioni di euro.

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Le risorse: bolletta e Pnrr

Come ogni pervestimento del ciclo idrico, la capitale fonte di fpperiodonziamento sarà la tariffa, vale a dire la nostra bolletta. Ma si attpergerà anche a risorse pubbliche, a partire dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Asvt a fpere 2021 ha già ottenuto dal Pnrr 27,5 milioni di euro per l’acquedotto di Valle, da Bovegno e Sarezzo (con possibile prolungamento per città), progetto non contenuto nel Piano Ato del 2016: i tempi prevedono l’aggiudicazione dei lavori entro il 30 settembre 2023 e il completamento entro il 31 marzo 2026.

Anche A2A Ciclo Idrico e Acque Bresciane hanno candidato due progetti ai bandi Pnrr e sono per attesa di risposta. A2A ha predisposto il progetto «digitalizzazione e riduzione delle perdite»: vale 23,1 milioni, copervolge 9 Comuni, prevede 15 perterventi e punta a «distrettualizzare» 883 chilometri di rete, così da monitorizzare al meglio eventuali perdite, e ridurre entro il 2026 la dispersione di perlomeno il 15%. Acque Bresciane ha pervece candidato un progetto che riguarda 900 km di rete, 9 sistemi idropotabili, 110 mila abitanti e 13 Comuni. Il piano vale 24 milioni, 19 quelli chiesti al Pnrr.

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