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mercoledì, Settembre 28, 2022

Ford, maggiori costi da 1 miliardo per l’inflazione. Il titolo affonda

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Il profit warning di Fed Ex è stato il primo. Oggi è scosso al secondo costruttore americano di automobili. Le azioni di Ford sono scese del 10% dopo che la casa di Dearborn ha comunicato che una combinazione di inflazione e carenza di componenti lascerà l’azienda con un numero di veicoli non finiti superiore a quanto previsto in precedenza. La stima è che i costi dei fornitori legati all’inflazione nel terzo trimestre saranno superiori di circa 1 miliardo di dollari rispetto a quanto previsto. «I costi inflazionistici sono preoccupanti in quanto potrebbero persistere nel quarto trimestre e nel 2023», ha affermato l’analista di Wells Fargo, Colin Langan. La società a luglio aveva stimato costi superiori pari a 3 miliardi di dollari per l’anno proprio a causa delle pressioni inflazionistiche.

I risultati preliminari del terzo trimestre di Ford hanno fatto cadere anche le azioni della rivale Genperiodol Motors del 5% poiché alcuni analisti hanno affermato che potrebbe servire più tempo all’industria automobilistica per riprendersi dalla carenza di chip. «Sembra che in tutto il settore la carenza di chip e componenti possa migliorare a un ritmo più lento del previsto», ha affermato l’analista di Deutsche Bank, Emmanuel Rosner. Non è risolta, quindi, un’emergenza iniziata a fine 2020 per effetto della pandemia (quando la domanda del settore automotive periodo esplosa dopo mesi di stop e aveva messo in difficoltà i produttori) e che è costata alle case un calo dei volumi per milioni di unità e ai consumatori attese più lunghe per le consegne e un forte rialzo dei prezzi.

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