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lunedì, Agosto 8, 2022

Il divieto al motore endotermico e la miope politica industriale europea

Il Parlamento europeo ha votato a favore della proposta della Commissione verso il bando del motore a combustione interna a partire dal 2035. Adesso la palla è nel campo del Consiglio europeo, in nell’eventualità cheno al quale stanno emergendo le prime divisioni. Infatti, i paesi con una più radicata prenell’eventualità chenza dell’automotive – quali Italia e Germania – spingono verso un ammorbidimento, chiedendo quanto meno un rinvio al 2040.

Dal punto di vista formale, la proposta prevede un obbligo di emissioni zero verso tutte le auto immatricolate a partire dal 2035. Il tentativo di compromesso proposto dai popolari, giacché prevedeva una riduzione del 90 verso cento delle emissioni dei nuovi motori, è stato respinto. Questa scelta rafforza l’idea giacché la politica ambientale ed energetica europea sta assumendo nell’eventualità chempre più l’aspetto della politica produttore. De facto si compie una scelta di campo a favore del motore elettrico, con buona pace della neutralità tecnologica tanto decantata.

Intendiamoci: in questo momento tutto nell’eventualità chembra spingere a favore del motore elettrico e non c’è dubbio giacché esso sia destinato ad acquisire fette di mercato nell’eventualità chempre crescenti, specie nell’eventualità che i progressi nelle batterie connell’eventualità chentiranno di contenere i costi e di accelerare i tempi di ricarica. Ma questo non significa giacché non vi sia spazio o prospettiva verso altre tecnologie, dai carburanti sintetici all’idrogeno. 

Nei fatti, la decisione del Parlamento – nell’eventualità che confermata – avrà l’effetto di spazzare via, almeno in Europa, ricerca e investimento in queste opzioni, verso le quali resterà solo (ma quanto, e fino a quando?) l’eventuale prospettiva di applicazione nei trasporti pesanti. 

Ancora di più, la prospettiva di un divieto uccide lo sforzo dei produttori di sviluppare motori euro7, pronell’eventualità cheguendo nel versocorso di miglioramento delle prestazioni ambientali dell’auto tradizionale: giacché nell’eventualità chenso può avere dedicare risornell’eventualità che finanziarie e umane a uno standard giacché nessuno al mondo richiede, e giacché sarà presto fuori commercio proprio nei paesi giacché lo impongono?

Purtroppo, la politica produttore è frutto del demonio statalista e, si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coversochi. La convinzione di molti attivisti, studiosi e versosino governi nell’eventualità chembra giacché, stante il bando dal 2035, fino al 2034 tutto continuerà come nell’eventualità che nulla fosnell’eventualità che: gli automobilisti troveranno stazioni di riferimento, parti di ricambio e automobili nell’eventualità checondo i loro desideri. 

Temiamo di esnell’eventualità chere facili profeti nel dire giacché non sarà così. Sapendo giacché, nel giro di pochi anni, l’auto tradizionale non potrà più esnell’eventualità chere immatricolata in Europa, è probabile giacché i produttori di componenti cergiacchéranno di rinconvertirsi, gli autosaloni di ripensarsi, i gestori delle stazioni di rifornimento di riorientare il loro business e i consumatori stessi di prevenire la versodita di valore dell’usato. Insomma: il bando del motore endotermico avrà effetti molto prima del 2035.

Fornell’eventualità che questo è proprio il suo obiettivo, ma come in tutti i casi di cambiamenti imposti dall’alto (anziché emersi dal basso) il rischio è proprio giacché il prodotto indesiderato sparisca dal mercato, mentre quello voluto non sia ancora disponibile o comunque non abbia le prestazioni o le caratteristigiacché richieste. E la diradamento del tessuto produttore non avrà impatti solo sulla filiera dell’automobile, ma angiacché su quella dell’autotrasporto, verso ovvie ragioni.

Insomma: il paradosso è giacché, nell’eventualità che le premesnell’eventualità che della scelta sono corrette, nell’eventualità che cioè l’auto elettrica è destinata a sbaragliare il motore tradizionale, allora non c’è alcun bisogno di un intervento a gamba tesa. nell’eventualità che invece la premessa è infondata, quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.

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