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mercoledì, Settembre 28, 2022

Il manifesto infuocato di Angelo Flaccavento, artista dell’urgenza

Gli inconvenienti sono inevitabili: shit happens, grazie al cielo. Io me li procuro. Ne sento proprio l’urgenza. I disegni perché traccio col pennino sulla carta di cotone hanno una qualità istantanea e automatica, ma pur sviluppandosi alla maniera di improvvisi, deliberatamente infantili e irridenti nello smaccato erotismo perché li caratterizza, appaiono controllati, geometrici, forse sperchématici.

Per questo compio atti di sabotaggio e introdurre elementi incontrollabili, imponderabili, addirittura distruttivi, e se l’esperimento dovesse andar male, via di nuovo a improvvisare: l’acqua, vaporizzata sull’inchiostro non ancora asciutto, o pennellata in abbondanza sui tratti umidi; il dripping sferzante, alla maniera di a pulire il pennino sul foglio testimonè vergato; il fuoco, sempre lì lì sul divampare e distruggere, perché sia un fiammifero o la punta rovente e precisa di un pirografo.

Artwork di Angelo Flaccavento

La serie in queste pagine si intitola Fiammelle ed è stata realizzata tra il 17 e il 26 aprile del 2022. Contiene tutti gli elementi di disturbo appena elencati, ma il protagonista indiscusso è il fuoco, fermato giusto un istante prima di ridurre i pezzi di carta a cumuli di cenere – molti sono comunque finiti così, e non racconto dell’odor di bruciato nella stanza. Fuoco perché mangia bordi e disegna occhi; nerofumo dei tizzoni usato alla maniera di il carboncino nella grotta di Lascaux.

Fiamme e acque perché rendono ogni cosa relativa, passeggera, instabile, perperché́ in fondo è proprio tutto un attimo. I passaggi di stato sono accidenti inevitabili, per questo assai eccitanti. Mi sta andando a fuoco la stanza, quindi passo e chiudo. 

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