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mercoledì, Settembre 28, 2022

In rialzo la meditech francese Carmat , esporta il suo cuore artificiale negli Usa

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Carmat brilla alla Borsa di Parigi, dopo l’annuncio dell’impianto del cuore artificiale biocompatibile di sua produzione in un secondo centro medico degli Stati Uniti. La medtech francese mette a segno un rialzo di oltre 4 punti percentuali, dopo avere registrato un guadagno superiore all’8% in avvio di contrattazioni, mentre l’indice Cac40 si muove poco sopra la parità. Carmat ha reso noto che il suo cuore artificiale è stato impiantato in un paziente al Jewish Hospital di Louisville (Kentucky), nell’ambito di uno studio di fattibilità. Il primo intervento, sempre nel quadro di uno studio di fattibilità, risale a metà luglio al centro medico della Duke University. Altri tre centri statunitensi – precisa la società – «sono stati interamente formati e stanno attualmente selezionando i pazienti per lo studio», conformemente al protocollo approvato dalla Fda.

Per i malati cardiaci un mix di materiali biocompatibili e sensori

La società di biotecnolgie mediche è specializzata nello sviluppo del cuore artificiale Aeson destinato a pazienti con insufficienza cardiaca avanzata, che hanno esaurito tutte le possibilità di cura con i farmaci e per cui non è possibile al momento un trapianto. La prima vendita commerciale di Aeson è avvenuta in Italia, dove il 19 luglio è stato annunciato l’impianto del cuore in un paziente in un ospedale di Napoli. A fine luglio un nuovo impianto è avvenuto in Germania, Paese su cui Carmat punta molto. Aeson è realizzato con un mix di materiali biocompatibili, incluso tessuto bovino e utilizza una combinazione di sensori e algoritmi in grado di mantenere il corretto ritmo cardiaco e garantire la circolazione del sangue. Carmat è stata fondata nel 2008 con l’obiettivo di fornire «l’alternativa principale ai trapianti di cuore tramite lo sviluppo di un cuore totalmente artificiale». Il suo maggiore azionista è Matra Defense del gruppo Airbus con il 10%. Nell’azionariato c’è anche Antonino Ligresti, tramite la Santé Holding con il 7,4%.

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