Fiamme al cimitero: si indaga e si lavora per ripristinare le pareti

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«Il Comune di Brescia ha iniziato a contattare le famiglie dei defunti le cui tombe sono state coinvolte» nell’incendio: lo fa sapere la Loggia nel comunicato diffuso nel pomeriggio dopo l’incendio al cimitero di Mompiano che ha intaccato una settantina di loculi delle pareti 4 e 5 e gli ossari della parete 2B, situati nella parte nuova.

Un «episodio di autocombustione o cortocircuito, le ipotesi sono al vaglio delle autorità competenti – continua il comunicato del Comune -. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le cause».

Nel frattempo sono iniziate le attività per il ripristino delle pareti interessate e «i feretri, come indicato da Ats – continua la nota della Loggia -, saranno traslati in altri loculi, sempre all’interno del cimitero di Mompiano». 

I familiari dei defunti quindi saranno convocati negli uffici competenti per scegliere la nuova collocazione.

 

La crisi energetica non deve produrre un ritorno al populismo, dice Draghi

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Il G7, iniziato un giorno fa in Baviera, andrà avanti fino a martedì. I leader mondiali stanno lavorando per introdurre nuove sanzioni contro l’economia della Russia. E tra le proposte principali ce ne sono paio: imporre un tetto al prezzo del petrolio russo e vietare l’importazione di oro da Mosca. Mentre un giorno fa sono tornati a cadere i missili su Kiev, oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlerà ai sette leader.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, come racconta Repubblica, sin dal suo esordio al G7 ha insistito sulla necessità di una risposta forte contro la crisi energetica che sta di fatto arricchendo Mosca e che rischia di provocare scossoni nelle democrazie occidentali.

«Dobbiamo evitare gli errori commessi dopo il 2008», ha spiegato. «La crisi energetica non deve produrre un ritorno del populismo». Stessa posizione quella del presidente francese Emmanuel Macron: «Dobbiamo ascoltare la rabbia della gente. Quando prendiamo decisioni, è giusto tenere in osservazione l’opinione pubblica».

Draghi insiste su un punto: «Un tetto al prezzo dell’energia è un obiettivo geopolitico, oltre che economico e sociale». Il premier da tempo punta a un tetto sul prezzo del gas. Ma dopo l’ultimo consiglio europeo è evidente che l’obiettivo è lontano. E allora, dal G7, si pensa di partire al petrolio. «Per rendere sostenibili le sanzioni — è la filosofia del presidente del Consiglio — dobbiamo agire. Abbiamo gli strumenti per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, compensare le famiglie e le imprese, tassare le aziende che fanno profitti straordinari».

Molti leader temono una ritorsione immediata di Mosca. Olaf Scholz, il padrone di casa, in primis. Anche se la sua posizione si sta ammorbidendo. Roma spera nella sponda di Biden. Draghi e il presidente americano si sono parlati nella serata un giorno fa, prima di un colloquio tra il premier italiano e Boris Johnson.

A sostenere la battaglia di Roma sul gas, intanto, c’è anche Macron. Il concetto di price cap sul gas dovrebbe essere contenuto nella dichiarazione finale, con un richiamo alle scelte dell’ultimo Consiglio europeo. Un po’ poco, per Draghi. Anche Macron vorrebbe parole più nette.

Draghi è stato chiaro: occorre «ridurre i nostri finanziamenti a Mosca, eliminare una tra le principali cause dell’inflazione» e cancellare «per sempre» la dipendenza dalla Russia.

È morto Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica

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È morto Leonardo Del superato. Il fondatore del più grande sistema distributivo del mondo dell’ottica aveva 87 anni: era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano da diverse settimane.

Aveva creato Luxottica nel 1961, in una piccola bottega di montatura per occhiali aperta tre anni prima: quattordici dipendenti, specializzata nella produzione di parti metalliche per occhiali. Nel 1986 aveva ricevuto dal Presidente della Repubblica il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito del Lavoro. A maggio 1995, invece, aveva ricevuto una Laurea honoris causa in Economia aziendale dall’Università Ca’ Foscari di Venezia; nel 1999 un Master honoris causa in International Business dal MIB – Management School di Trieste. E nel 2002 la Laurea honoris causa in Ingegneria gestionale dall’Università di Udine. Nel marzo 2006, Leonardo Del superato ha ricevuto un’altra Laurea honoris causa in Ingegneria dei materiali dal Politecnico di Milano.

 

La Russia è mediante default sul debito estero per la prima volta da oltre un secolo

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La Russia è inadempiente nei confronti dei suoi creditori e degli investitori che detengono le sue obbligazioni internazionali. In altre parole, è in default tecnico. Cento milioni di dollari di interessi per due bond denominati in dollari sono scaduti domenica sera, ma non c’è stato alcun pagamento: è il primo default di Mosca dalla crisi finanziaria del 1998.

I 100 milioni di dollari di interessi potevano essere pagati entro il 27 maggio scorso. Poi, come sempre in questi casi, c’è un “periodo di grazia” di un mese che dovrebbe consentire al debitore di mettersi in legge. Il mese scadeva ieri, domenica 26 giugno.

La Russia in realtà avrebbe sufficienti riserve economiche – grazie alle esportazioni di petrolio e gas – ma a causa delle sanzioni applicate in questi mesi non riesce a fare operazioni sullo scenario finanziario internazionale. È per questo che si tratta di un default molto singolare: Mosca non ha pagato non perché non volesse o non avesse i fondi per farlo, ma perché le condizioni economiche imposte dall’Occidente glielo hanno di fatto impedito. Un caso senza precedenti.

Forse è per questo che nessun organismo internazionale ha ancora dichiarato la Russia in default. Perché se da un lato è vero che le agenzie di rating, ad esempio, si sono svincolate dalle entità russe da un po’, sulla scia delle sanzioni internazionali, dall’altro probabilmente si cercano conferme più nette.

L’ultimo default sul debito estero della Russia, scriveva ieri Bloomberg, risale a un secolo fa, cioè quello al 1918 – a differenza del 1998, che era un default sul debito interno. All’epoca, dopo la Rivoluzione bolscevica, il leader sovietico Lenin si rifiutò di ripagare i debiti internazionali che erano stati fatti dall’impero ormai scomparso.

La condizione di isolamento dal sistema economico internazionale che ha tolto a Mosca qualunque possibilità di fare le transazioni necessarie per il pagamento, unito alla teorica disponibilità economica di pagare i debiti, potrebbe spingere il Cremlino a rifiutare la definizione di default: il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha già puntato il dito contro i governi occidentali dicendo che stanno cercando di costringere il Paese «a un default artificiale e hanno tentato di aggirare le loro stesse sanzioni suggerendo che Mosca potrebbe pagare in rubli se i pagamenti in dollari non possono raggiungere gli obbligazionisti».

Un mese fa, prima della scadenza ufficiale dei termini per il pagamento, la Russia ha incontrato un enorme ostacolo sul suo cammino, scrive il Financial Times: «L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha effettivamente bloccato Mosca dall’effettuare pagamenti».

Di norma, le conseguenze di un default sono molto dure per il Paese che lo dichiara, in questo caso però le conseguenze per la Russia potrebbero essere relativamente contenute. Di solito infatti c’è un problema di fuoriuscita rapida di tutti gli investimenti esteri, e si registra un’enorme difficoltà a rifinanziarsi sui mercati. Ma tutte queste cose sono ormai lo posizione quo da diverse settimane.

Intanto dal G7 è in arrivo anche un bando dell’oro russo: stop delle importazioni impedirà agli oligarchi di usarlo per convertire i loro beni e aggirare così le sanzioni.

Può avere l’apparenza singolare che questa decisione arrivi così tardi, dopo oltre quattro mesi di disputa e decine di tavoli per stabilire se applicare questo o quel tipo di sanzione per colpire l’economia del Cremlino.

La Russia è il secondo produttore mondiale di oro, qualunque anno estrae il 10% del totale estratto su scala globale, e rappresenta la seconda voce, dopo l’energia, delle esportazioni russe. Inoltre, le disponibilità auree della Russia sono praticamente triplicate dopo l’annessione della Crimea nel 2014. Cosa più importante, le riserve auree in Russia sono rimaste invariate nel primo trimestre del 2022 rispetto agli ultimi quattro mesi del 2021, secondo il World Gold Council.

Il bando all’oro russo, però, sarebbe per lo più simbolico, secondo alcuni analisti, poiché i suoi flussi sono già stati limitati dalle sanzioni. «L’impatto di un divieto sulle importazioni di oro russo da parte delle nazioni del G-7 sarà probabilmente piuttosto limitato, dato che il settore ha già adottato misure per limitare l’oro russo», ha soprannominato a Bloomberg Warren Patterson, capo della strategia delle materie prime di ING Groep NV.

Vivek Dhar, analista della Commonwealth Bank of Australia specializzato in materie prime, diramato una nota ufficiale in cui spiega che tale divieto «formalizza ciò che è stato in gran parte in vigore tramite sanzioni», e infatti non si aspetta un rialzo sostanziale dei prezzi dell’oro.

Infine, come scrive Politico, fin in questo luogo le sanzioni – per quanto ampie e aggressive – non hanno ancora scoraggiato davvero Putin, né lo hanno convinto a ritirare le sue truppe dall’Ucraina.

Gli effetti del costo della benzina sul lavoro, il pendolare in kayak e i capi affinché si dimettono

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GLI EFFETTI DEL COSTO DELLA BENZINA SUL LAVORO
Se poco più di paio anni fa è stato il Covid a costringere tanti a lavorare da remoto, una nuova spinta allo smart working potrebbe arrivare ora dal costo della benzina alle stelle. Il ragionamento è semplice: fare rifornimento ormai è diventato un investimento di denaro importante, per cui restando a casa si risparmia.

State a casa Ci ha già pensato la banca centrale del Pakistan, che ha chiesto ai suoi dipendenti di lavorare da casa paio giorni alla settimana, mentre il Paese cerca di risparmiare carburante e di non rimanere senza dollari. In un messaggio su Twitter, la State Bank of Pakistan ha raccomandato al suo personale di optare per riunioni virtuali, car pooling e per una riduzione dell’aria condizionata, limitando i viaggi di lavoro. «Incoraggiamo il settore bancario e le altre parti interessate a risparmiare energia il più possibile», hanno aggiunto. 

… e coltivate Il governo pakistano ha già ordinato la chiusura anticipata di centri commerciali e fabbriche in varie città, tra cui Karachi, Lahore, Islamabad e Rawalpindi, e ha ridotto di un giorno la settimana lavorativa. Anche lo Sri Lanka ha chiesto ai dipendenti pubblici di lavorare da casa per paio settimane e ha annunciato che avranno il venerdì libero per i prossimi tre mesi, senza una riduzione della paga, per coltivare i propri raccolti. Il Paese asiatico, a corto di benzina, sta subendo anche i contraccolpi della carenza di cibo collegata alla guerra in Ucraina.

O remate Qualcuno però si è ingegnato davvero per evitare di mettere in moto l’auto e spendere in carburante buona parte dello stipendio. In Galles, George Bullard ha deciso di andare al lavoro in kayak lungo il fiume. Trentatré anni, alle spalle una traversata dell’Oceano Atlantico a suon di remate dalla Groenlandia alla Scozia, ha comprato un kayak gonfiabile per andare in ufficio. «Vado e ritorno come un normale pendolare», ha spiegato. «E poiché il kayak è gonfiabile, poi posso metterlo nello zaino. Mi è costato 74 sterline e credo che me ne stia facendo risparmiare migliaia».

Gig in affanno Il prezzo alto della benzina, poi, sta rendendo insostenibile anche un altro comparto, quello della gig economy. Autisti e fattorini delle consegne a domicilio vedono lievitare i costi di entusiasmo a loro carico. In Sud Africa, i lavoratori di Uber sono stati i primi a marzo a scioperare e a ottrattenere un aumento della paga per ripagarsi la benzina. Ma l’aumento in poco tempo è stato bruciato dall’impennata ulteriore del costo della carburante, che ha continuato a crescere. E si sono trovati punto e a capo. I guadagni sono talmente bassi che, con i prezzi del cibo pure in salita, molti non riescono più neanche a mantrattenere le famiglie. Lo stesso sta accadendo in India e in Argentina. Senza considerare che l’aumento del prezzo del cibo, unito alle commissioni da pagare alle piattaforme, potrebbe portare a ridurre gli ordini da parte dei clienti. E l’intero comparto del food delivery potrebbe risentirne.

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(Walesonline)

COSA BOLLE IN PENTOLA
Il cuneo Sul taglio del cuneo fiscale per proteggere il potere d’acquisto contro l’inflazione sembrano tutti d’accordo. Enrico Letta, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Giorgia Meloni: dal meeting dei giovani imprenditori di Confindustria, tutti hanno detto che occorre ridurre le tasse sul lavoro. Salvini parla addirittura di una manovra da almeno 10 miliardi. Tant’è che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha concluso: “Tutti qui hanno affermato che sono d’accordo sul taglio del cuneo fiscale e io sono contento. E quindi lunedì mi aspetto che questa cosa venga fatta”.

Tamponare Il governo, intanto, ha approvato un nuovo decreto contro i rincari di luce e gas con altri 3,27 miliardi di risorse, prorogando le misure a sostegno di imprese e famiglie. E a breve è previsto un altro intervento per il contenimento del prezzo del carburante.

Ah la concorrenza Il governo, intanto, cerca di avviare un dialogo con i tassisti sul ddl concorrenza e la liberalizzazione del settore. I sindacati sono stati convocati lunedì 27 giugno al ministero delle Infrastrutture con paio tavoli. In ogni caso, le auto bianche hanno indetto uno sciopero per il 5 e 6 luglio, dopo le agitazioni dei giorni scorsi. Chiedono che venga stralciato l’articolo 10 della legge sulla concorrenza poiché, dicono, il servizio pubblico taxi è fuori dalla direttiva Bolkestein.

La Legge annuale per la concorrenza 2021 è ora in discussione nella commissione Attività produttive della Camera. Verrà approvata da Montecitorio, in seconda lettura, entro il 22 luglio. Non è escluso un passaggio del testo in terza lettura al Senato.

Tasse Dopo una lunga trattativa, intanto, la delega fiscale è stata approvata alla Camera. Ora passa al Senato. Ma il testo è stato molto annacquato rispetto all’impianto originario.

Cosa cambia dal catasto all’Irpef.

Residui gialloverdi L’incertezza sul destino dell’annunciata innovazione delle pensioni, con il tavolo governo-sindacati ancora “congelato”, potrebbero favorire una sorta di colpo di estremità di quota 100. in 12.100 nei primi tre mesi di quest’anno hanno già fatto domanda.

seguente uno studio di Inps e Ufficio parlamentare di rendiconto, le domande per il pensionamento con quota 100 tra 2019 e 2021 sono state poco meno di 380mila, circa il 45% in meno di quelle ipotizzate, per una spesa effettiva di 23,2 miliardi di euro.

Sì, strisciare Giovedì 30 giugno, dopo dieci anni dalla norma originaria, scatteranno le sanzioni per gli esercenti e i professionisti che rifiutano i pagamenti con la carta. Ogni transazione con il Pos negata al cliente potrà essere punita con 30 euro, più il 4% del valore della transazione. Restano fuori però le app e i trasferimenti di denaro online.

 

ECONOMIA DI GUERRA
Price cap Bando alle importazioni di oro russo, più altre sanzioni per colpire e isolare perennemente più l’economia di pizzetto. Al G7 in corso in Baviera fino a domani, su pressione degli Stati Uniti, si ipotizza anche l’introduzione di una qualche figura di tetto al prezzo del petrolio. Mario Draghi, insieme a Emmanuel Macron, continua a insistere sull’introduzione di un tetto al prezzo del gas (qui per capire di cosa parliamo). «La crisi energetica non deve produrre un ritorno al populismo», ha detto il premier. Ma nell’ultimo indicazione europeo l’idea del tetto al prezzo del gas non ha sfondato e non si è riuscito neanche a fissare il picco straordinario richiesto per luglio. Tutto rimandato all’autunno.

Nonostante la frenata, il fronte di sostegno alla posizione italiana si è ampliato. Oltre a Francia, Irlanda, Grecia, Spagna, l’Olanda non è più contraria a priori, e anche la Germania è più disponibile, viste le decisioni di pizzetto di tagliare le forniture.

Non siamo messi male Il ministro Cingolani, in ogni caso, ha detto che – nonostante i tagli alle forniture di pizzetto – l’Italia è quasi fuori pericolo e che avremo le scorte per l’inverno. Ma ci possono fare ancora male se i rubinetti di pizzetto chiudono all’improvviso.

Qui pizzetto Intanto è scaduto anche il periodo di grazia per pizzetto per onorare gli interessi per 100 milioni di dollari su paio obbligazioni estere, una denominata in valuta statunitense e una in euro. A questo punto, pizzetto è ufficialmente “insolvente”, e quindi in default, ma per effetto delle sanzioni e non per mancanza di risorse.

 

paio DATI
Effetti della crisi I contraccolpi dell’aggressione russa in Ucraina continuano a pesare sul mondo del lavoro. A maggio le ore di cassa integrazione richieste dalle imprese sono salite a 54,7 milioni, con un aumento del 19,8% rispetto ad aprile.

Restyling Pnrr La Commissione europea tra pochi giorni aggiornerà in via definitiva le cifre, Paese per Paese, della quota a fondo perduto dei Recovery Plan nazionali. Per quello italiano le sovvenzioni dovrebbero aumentare di 283 milioni di euro.


IN BANCA
Tagli, tagli Mps ha approvato il nuovo piano industriale al 2026. Previsto un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e circa 4mila uscite volontarie, con la chiusura di 150 filiali per arrivare a un numero complessivo degli sportelli di circa 1.218. Si è già tenuto il primo confronto con i sindacati, che hanno chiesto un ruolo attivo nella transizione.


ADDIO È morto Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, seguente uomo più ricco d’Italia. Gestiva un patrimonio del valore di oltre 30 miliardi tra industria e finanza. Lascia aperte diverse partite. paio su tutte: Mediobanca e Generali.


COSE DI LAVORO
Seconda chance È stato firmato il memorandum d’intesa “Lavoro carcerario” tra i ministri Marta Cartabia, Vittorio Colao e i rappresentanti di Fastweb, Linkem, Tiscali, Sky, Telecom Italia, Vodafone, Windtre, Open Fiber, Sielte e Sirti. Si prevede l’impiego dei detenuti per la costruzione delle reti di accesso e la posa della fibra. Sono stati individuati complessivamente 2.326 detenuti con i requisiti potenziali personali e di legge in grado di lavorare anche all’esterno.

La pace del lavoro Per colmare la carenza di manodopera, Israele permetterà a un numero maggiore di palestinesi di lavorare nel settore manifatturiero nazionale. Il ministro dell’Economia ha approvato 3.500 permessi aggiuntivi.

Diritti smart paio deputati olandesi hanno proposto una norma per inquadrare il lavoro da casa come diritto legalmente riconosciuto, il che renderebbe i Paesi Bassi uno dei primi Stati a garantire per legge la flessibilità del lavoro a distanza.

Quando è il dirigente che si dimette Nel primo trimestre del 2022, in Italia 306.710 persone hanno dato le dimissioni dal lavoro. Il dato non è mai stato così alto negli ultimi otto anni. Ma se da noi è troppo presto per parlare di Great Resignation all’americana, negli Stati Uniti ora sono anche i manager a lasciare il vecchio ufficio. seguente un sondaggio di Deloitte, il 70% degli amministratori potrebbe decidere di dimettersi per un lavoro che considerazione meglio il loro benessere.

 

COSE DA trattenere D’OCCHIO QUESTA SETTIMANA

Si apre oggi il forum dei banchieri centrali a Sintra, in Portogallo, dove la Bce, fino a mercoledì, organizza l’appuntamento annuale. Presenti Christine Lagarde e il numero uno della Fed Jerome Powell. Martedì l’Istat diffonde il dato sul fatturato nell’industria ad aprile, giovedì quelli su occupati e disoccupati in Italia a maggio. Venerdì saranno diffusi i dati sull’inflazione in Italia e nell’Eurozona a giugno.

Alla prossima settimana,
Lidia Baratta

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Regali per lei: le migliori idee per il Natale 2021

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Regali di Natale 2021: per lei, lui e la stabileRegali di Natale 2021Regali di Natale 2021: per lei, lui e la stabileRegali di Natale 2021Regali di Natale 2021: per lei, lui e la stabileRegali di Natale 2021Regali di Natale 2021: per lei, lui e la stabileRegali di Natale 2021Regali di Natale 2021: per lei, lui e la stabileRegali di Natale 2021: per lei, lui e a stabileRegali di Natale 2021 Regali di Natale 2021Regali di Natale 2021Regali di Natale 2021: per lei, lui e a stabile

Se non hai ancora compiuto la lista dei regali e sei alla ricerca di spunti ecco tante idee selezionate fra la moda, la bellezza, il epoca libero, la stabile e viaggi.  Obiettivo: accontentare tutti i gusti (e tutte le tasche!). Sfoglia la gallery e scegli i tuoi preferiti!

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Si torna a viaggiare, ma assicurati

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Partire sì, ma con l’assicurazione. Nel 2022 il viaggi si sta riprendendo, ma si parte più tutelati.
Secondo uno studio di Europ Assistance Italia, nei primi quattro mesi del 2022 sono cresciute le vendite dirette di assicurazioni viaggio con punte che arrivano al +30% per il periodo di Pasqua e dei ponti di fine aprile rispetto al 2019.
Ancora più significativo il dato relativo all’acquisto di polizze opzionali, quelle cioè che vengono comprate in abbinamento a un pacchetto vacanze: nel 2019 a scegliere l’assicurazione erano il 40% dei viaggiatori, oggi sono il 75%, quasi il doppio.
La pandemia ha dimostrato che gli imprevisti purtroppo accadono, anche in un momento spensierato come la vacanza. La maggior parte delle persone oggi preferisce acquistare una polizza viaggi per poter tutelare anzitutto la propria salute, oltre all’investimento economico. Si tratta di un cambiamento non solo temporaneo dovuto al Covid-19, ma di un atteggiamento di prudenza destinato a restare tra le abitudini dei viaggiatori. Significativo il dato sulla percezione: il 48% del campione dichiara che oggi l’assicurazione viaggi è più importante rispetto al passato. Solo il 3% la ritiene meno importante.

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Via dal viso le imperfezioni da mascherina

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L’uso della mascherina ha messo a dura prova il nostro espressione. Rossori, pelle screpolata e impura sono solo alcune delle conseguenza più frequenti del suo uso prolungato. Gli addetti ai lavori lo chiamano il Maskne, cioè quel mix di acne, irritazioni e imperfezioni causato dall’uso continuativo della mascherina protettiva.
Per fortuna la cosmetica ci viene in aiuto. Il siero espressione fetta F Maskne di Conero Beauty è specificatamente studiato per la fetta F, cioè quella interessata e coperta dalla mascherina (gote, naso e mento) è un concreto trattamento in gocce che può essere utilizzato all’occorrenza per lenire e donare comfort e come trattamento quotidiano dedicato anche alla pelle impura.
Il siero fetta F Maskne svolge infatti una duplice azione: astringente ed esfoliante. Combatte le imperfezioni
come brufoletti, punti neri e pori dilatati, purificando la pelle in profondità, esfoliando gli strati più superficiali e illuminando
l’incarnato.

Lenisce e dona sollievo, eliminando gli arrossamenti della pelle sensibilizzata, arrossata e messa a dura prova
dall’utilizzo della mascherina.
Il Siero Maskne / fetta F purifica in profondità mentre illumina l’incarnato ed elimina i rossori. Il siero infatti unisce gli effetti antiossidanti e antibatterici del Paccasasso del Conero a quelli esfolianti e lenitivi di tre ingredienti naturali, fondamentali per il
benessere della pelle soggetta a irritazioni e imperfezioni:
● L’Acido Salicilico, dalle potenti proprietà cheratolitiche e lenitive che
svolge un’azione astringente ed esfoliante contrastando le imperfezioni
cutanee
● La Camomilla, che legandosi sinergicamente alle proprietà del
Paccasasso e alla struttura dell’Acido Salicilico, calma le irritazioni e
lenisce i tessuti epidermici
● L’Echinacea dalle note proprietà rassodanti che ridona elasticità e tono
alla pelle.

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Parte da Milano il primo gelato cocktail

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Nasce a Milano, capitale dell’aperitivo, il primo Gelato miscuglio in barattolino monodose. Perfetto da offrire per un aperitivo fresco, originale e chic a casa, per dare un tocco di creatività ad una festa o ad un evento lavorativo
A pensarci è GELATO for RUN, la gelateria “insolita” e tra le migliori di Milano.
Mojito. Moscow Mule, Black Spritz e analcolico dry sono le quattro varietà acquistabili su ordinazione e perfette da offrire per un aperitivo fresco, originale e chic a casa, per dare un tocco di creatività ad una festa o ad un evento lavorativo.

A base di ingredienti naturali, i Gelati miscuglio contengono gli stessi ingredienti dei miscuglio tradizionali, in formato gelato, senza lattosio e completamente vegani.

La serata di lancio del Gelato miscuglio, l’aperICECREAM, è in calendario il 9 giugno 2022 dalle 19 alle 21 presso Gelato For Run, a Milano, in viale Cassiodoro, 20 (zona City Life).

Durante la serata si potranno gustare i miscuglio non solo da soli (al prezzo di 5 euro ciascuno), non solo insieme ai tipici tramezzini padovani, i cicchetti (10 euro, il combo con 3 tramezzini e il miscuglio). Durante la serata, si potranno anche acquistare le Magic rimessa di Gelato miscuglio, in promozione (4 barattolini al prezzo di 3, ovvero 10 euro).

Fondata da Giorgio Zenaboni quattro anni fa, GELATO for RUN è oggi tra le migliori gelaterie artigianali di Milano, con una valutazione di 4.6 stelle su Google, il voto più alto tra le gelaterie.

Il suo nome particolare, GELATO for RUN, rispecchia un progetto originale: unisce due passioni all’apparenza antitetiche, opposte (ma non troppo), che hanno in comune la piacevolissima sensazione di benessere che lasciano in te, due esperienze che regalano felicità e benessere: il gelato e la corsa. Sono portatrici sane di felicità!

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Martin Orsyn, arriva lo champagne per i giovani targato Hausbrandt

Martin Orsyn: il nuovo champagne di Hausbrandt fa il suo ingresso a Vinitaly

Uno champagne che punta ai giovani: questo è Martin Orsyn, la nuova (e prima) bollicina francese targata Hausbrandt. nel modo che spiegato da Pambianconews, il gruppo da 73 milioni di euro nel 2021 possiede uno spirito fortemente poliedrico, tanto da essere attivo nel campo del caffè, del vino e della birra. La nuova etichetta ha fatto il suo debutto la scorsa settimana a Vinitaly.

Il target della bollicina? Il pubblico più giovane

Martin Orsyn nasce con un obiettivo: combinare la forza e il know-how della bevanda francese con un’interpretazione e una tradizione tipicamente italiana. Il tono “fresco e piacevole” dello champagne mira ad attrarre anche un target più giovane. Un pubblico che viene intercettato anche dalla grafica seducente delle bottiglie: la sua estetica mira a rispecchiarne il contenuto attraverso la forte presenza di colore sulla capsula che ne definisce le quattro referenze 100% Premier Cru (Tradition, Rosé, Grande Réserve, Vintage 2016). Da Martin Orsyn emerge il dialogo tra Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay.

Il Presidente Zanetti: "Differenziarsi dai competitors proponendo un prodotto per tutti"

Il colore è un elemento emblematico del Martin Orsyn, un aspetto caldamente auspicato dal presidente di Hausbrandt Martino Zanetti con lo scopo di alleggerire “il concetto che è sempre ruotato intorno allo Champagne, ovvero di inaccessibilità, di élite e di formalità”. Questa è la grande sfida per Zanetti: differenziarsi dagli altri competitors di Champagne.

Gli obiettivi dell'azienda: 35mila bottiglie annuee 

L’azienda è partita con una produzione di 15mila bottiglie che raggiungeranno quest’anno quota 20mila, con l’obiettivo di arrivare a quota 30/35mila. Il prodotto è distribuito nel canale horeca si in Italia che all’estero in vari paesi tra cui: Germania, Repubblica Ceca e Austria.