«Manca certezza nelle regole e serve più lealtà nei rapporti»

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«Il ministro Orlando ci ha ripensato, forse sollecitato dai Soliti Noti ai quali fa proprio fatica a dire di no, ed ha messo in discussione la decisione assunta a fine marzo sul blocco dei licenziamenti che aveva trovato, con grande fatica, anche la nostra adesione. Era stato detto che a fine giugno questo divieto non sarebbe stato prorogato. Ora nel decreto Sostegni bis c’è uno slittamento a fine agosto. Non va: non solo per il merito, ma per il metodo e per l’affidabilità dei rapporti tra noi e il ministro».

Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria per le Relazioni industriali, è severo nelle sue dichiarazioni. La scelta di andare avanti con il blocco dei licenziamenti fino a fine agosto per le aziende che utilizzano la cassa Covid, dice, non è certo ciò che serve al mondo del lavoro: «è una fonte di incertezza per le imprese, rallenta quei processi di riorganizzazione e riposizionamento essenziali per tornare ad essere competitive sui mercati, dopo questa crisi così pesante. È proprio controproducente rispetto all’obiettivo di rimettere in moto il mercato del lavoro, la dimostrazione che si ragiona in una logica di emergenza e non di prospettiva e visione. E di riforma degli ammortizzatori sociali e di politiche attive ancora non si parla. Assurdo». Ma ciò che Stirpe ritiene ancora più inaccettabile è il venir meno dell’impegno preso.

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Due mesi fa, ai tavoli al ministero, la scadenza di giugno era stata condivisa con il ministro del Lavoro?

Pur non in modo espresso c’era stata una mediazione. Noi avevamo chiesto fine maggio, poi si è arrivati a fine giugno. Non ci aspettavamo che venisse rimesso in discussione un principio condiviso e venisse inserita nel decreto una norma diversa, senza nemmeno avercelo comunicato. C’è un giudizio fortemente negativo sull’affidabilità dei rapporti, che dovrebbero essere invece improntati al massimo della correttezza e della lealtà.

Una questione di metodo, quindi, oltre che di merito?

Sostegni bis, ok del Cdm. Scuola, turismo, imprese. mutui: tutte le misure approvate

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Aiuti acquisto prima casa under-36, 290 milioni nel 2021

Nell’ultima bozza del provvedimento sono confermati aiuti all’acquisto della prima casa per i giovani (under-36 titolari di un rapporto di lavoro atipico). Fino al 30 giugno 2022, le domande presentate da chi presenta Isee inferiore a 30 mila euro hanno la priorità, per i finanziamenti con limite di finanziabilità, inteso come rapporto tra l’importo del finanziamento e il prezzo d’acquisto dell’immobile, comprensivo degli oneri accessori, superiore all’80%. La misura massima della garanzia concedibile è elevata all’80% della quota capitale. I finanziatori sono tenuti a indicare nella richiesta di garanzia le condizioni economiche di maggior favore. La dotazione del Fondo di garanzia è incrementata di 290 milioni per il 2021, mentre le risorse per il 2022 non figurano ancora indicate nella bozza. Gli atti traslativi della proprietà di prime case, salvo le categorie catastali A1, A8 e A9, e quelli per nuda proprietà, usufrutto e uso sono esenti dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e castale. Per gli atti relativi a cessioni soggette a Iva è attribuito agli acquirenti, sempre under-36, un credito d’imposta equivalente, che può essere portato in diminuzione da imposte di registro, ipotecaria, catastale, su successioni e donazioni o delle imposte sui redditi o utilizzato in compensazione. I finanziamenti per acquisto, costruzione e ristrutturazione di case, a parità di criteri, sono anch’essi esenti da imposta sostitutiva delle imposte di registro, bollo, ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative. Inoltre il Fondo per le politiche giovanili è incrementato di 30 milioni.

Per sviluppo vaccini credito imposta 20%

Arrivano per il 2021 altri 1,65 miliardi per il commissario straordinario all’emergenza Covid. Una spesa di 5,8 milioni è autorizzata per istituire, con la vigilanza del ministero della Salute e il coordinamento dell’Iss, una sorveglianza sistematica del Covid e delle sue varianti nelle acque reflue (2,5 mln nel 2021 e 3,3 mln nel 2022). Inoltre alle imprese che effettuano attività di ricerca e sviluppo per farmaci innovativi, inclusi i vaccini, spetta un credito d’imposta del 20%, fino a 20 milioni di euro annui, dei costi sostenuti dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2030. Il credito d’imposta viene erogato «a condizione che il beneficiario dell’aiuto si impegni a concedere licenze non esclusive a condizioni di mercato non discriminatorie a terzi nello spazio economico europeo».

Sanità privata può somministrare vaccini

«Le regioni e province autonome possono prevedere anche il coinvolgimento degli erogatori privati accreditati nell’attività di somministrazione dei vaccini» contro il Covid. È un comma che compare nella bozza del decreto Sostegni bis e che dà copertura normativa all’attività di somministrazione di vaccini già in atto anche con il coinvolgimento della sanità privata. Viene consentito di effettuare la somministrazione anche in deroga alla quota ora assegnata per i vaccini.

Cento milioni ad Alitalia

Arriva anche un nuovo finanziamento per garantire l’operatività di Alitalia. Nella bozza del provvedimento compare un finanziamento «non superiore ai 100 milioni e per la durata massima di sei mesi» concesso «al fine scongiurare il rischio di interruzione del servizio di trasporto aereo di linea di passeggeri e garantire la continuità territoriale». Nella bozza non compare invece nessun riferimento a Ita. Per la newco era stato indicato lo sblocco di 800 milioni dei 3 miliardi già stanziati ma per l’assegnazione non servirebbe una norma di legge

Rafforzato contratto espansione: soglia a 100 dipendenti

Si rafforza il contratto di espansione, abbassando la soglia di organico a 100 dipendenti per tutte le aziende interessate. Incrementati i livelli di spesa di 101,7 milioni per l’anno 2021, 225,5 milioni per l’anno 2022 e 50,5 milioni per l’anno 2023; 30,4 milioni per l’anno 2024. L’ammortizzatore sociale all’inizio si rivolgeva alle grandi imprese che volevano avviare processi di reindustrializzazione e riorganizzazione che avevano come obiettivo quello di andare nella direzione dello sviluppo tecnologico; la legge di Bilancio 2021 ha prorogato lo strumento, estendendolo a un organico di almeno 500 dipendenti, di 250 nei casi di prepensionamento.

Iscritti contesi tra M5s e Rousseau: cosa c’è dietro lo scontro che blocca Conte

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Più che i canonici stracci, ormai nella galassia pentastellata volano soprattutto le carte bollate. Perché la telenovela degli iscritti al M5s – il cui elenco e i cui dati sono di “proprietà” dell M5s ma sono in possesso dell’associazione Rousseau e quindi di Davide Casaleggio, figlio del fondatore Gianroberto, che non li vuole cedere – si arricchisce ogni giorno di nuovi fermo immagine ma appare ancora lungi dallo sbrogliarsi. Intrappolando così Giuseppe Conte e il suo progetto di rifondazione del movimento in senso europeista e ambientalista, annunciato più di una volta e più di una volta fermatosi sulla soglia di Rousseau. Ma procediamo con ordine. O almeno proviamoci.

Rousseau e i debiti non saldati: 450mila o meno di 200mila?

Intanto Rousseau chiede da mesi al movimento 450mila euro di debiti da saldare (versamenti non fatti dai parlamentari) per continuare a usare la piattaforma per le votazioni degli iscritti e/o per chiudere il rapporto tra le due entità, mentre per il movimento il debito è poco sotto i 200mila euro perché non vanno considerati i versamenti non effettuati dai parlamentari nel frattempo usciti o espulsi. Ma il motivo giuridico per cui Casaleggio non vuole consegnare il prezioso elenco è che al momento non esiste un rappresentante legale del M5s: il mandato di reggente di Vito Crimi è scaduto e il nuovo direttorio a cinque previsto dallo statuto, recentemente cambiato in tal senso, non è mai stato nominato (la votazione è stata bloccata da Beppe Grillo che, alla caduta del Conte 2 ormai quattro mesi fa, indicò proprio nell’ex premier il nuovo futuro leader del movimento).

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Il M5s “acefalo” e la questione degli iscritti contesi: la tempesta perfetta

Un M5s acefalo, dunque: condizione che è stata confermata il 5 maggio scorso con la sentenza della Corte d’appello di Cagliari che, dichiarando non ammissibile il reclamo di Crimi contro la nomina di un curatore legale nella persona dell’avvocato Silvio De Murtas, ha di fatto certificato che il partito politico che esprime il primo gruppo parlamentare è senza un soggetto legittimato a rappresentarlo. La strada più razionale, anche se lunga, sarebbe stata quella di eleggere intanto il direttorio a cinque tramite la piattaforma Rousseau per poi procedere a un nuovo cambio di statuto per ripristinare la figura del capo politico e incoronare infine Conte: ma questa strada è stata sbarrata prima dallo stesso Casaleggio, che ha rivendicato il saldo dei debiti come condizione per poter continuare a usare la piattaforma Rousseau, poi dallo stesso Conte, che ha suggellato il divorzio annunciando che la nuova votazione sarebbe avvenuta con l’ausilio di un’altra piattaforma. Ma la scappatoia immaginata da Conte e dai dirigenti del M5s – ossia bypassare Rousseau e votare il nuovo statuto, la nuova carta dei valori e il nuovo leader su un’altra piattaforma – è comunque sbarrata: l’elenco e i dati degli iscritti, pur appartenendo al movimento, sono nelle mani di Casaleggio, il quale non li consegna perché non c’è «alcun rappresentante legale politico». L’incastro perfetto, la tempesta perfetta.

La diffida di Crimi e il ricorso (non fatto) al Garante della Privacy

Ad ora la situazione è questa: Crimi, allo scadere della diffida di cinque giorni, ha appena mandato legali ed esperti informatici nella sede milanese dell’associazione Rousseau reclamando la consegna del prezioso elenco degli iscritti e ricevendo un sonoro rifiuto. Intanto, tanto per intorbidare le acque, la richiesta di trasferimento dei dati personali degli iscritti dalla piattaforma Rousseau in altro luogo è pervenuta anche dal succitato avvocato De Murtas, ossia il curatore legale nominato a febbraio dal Tribunale di Cagliari dopo il ricorso contro l’espulsione della consigliera regionale sarda Carla Cuccu. Che fare? Nei giorni scorsi lo stesso Conte aveva annunciato il possibile ricorso al Garante della Privacy. Ma il ricorso, non a caso, non è ancora arrivato: d’altra parte se è vero che il titolare dei dati degli iscritti è il M5s, è anche vero che secondo quanto deciso dal Tribunale di Cagliari il M5s non ha un rappresentante legale… quindi chi e a che titolo farebbe il ricorso? Non a caso Crimi nei giorni scorsi si è rivolto al Garante della Privacy semplicemente chiedendo l’accesso agli atti relativi a un vecchio procedimento dell’ente verso la piattaforma Rousseau, nulla di più.

Non resta che la procedura d’urgenza…

Non resta che la strada giuridicamente ardua, per motivi procedurali oltre che di merito, del ricorso d’urgenza ex articolo 700. Strada che sarà percorsa già nelle prossime ore. Sperando che almeno così si sblocchi definitivamente la questione degli iscritti e con essa il destino del M5s. Ma è chiaro che in queste settimane Conte sta toccando con mano tutti i nodi originari venuti al pettine: un movimento nato come anti-partito, senza chiare regole di democrazia interna, legato a doppio filo con una società privata che ha visto versare nelle sue casse negli ultimi anni – un fatto senza alcun precedente nelle democrazie occidentali – un obolo di 300 euro al mese da ciascun eletto e in quanto tale rappresentante della Nazione e non di un partito, men che meno di un privato.

Fratelli d’Italia al 19,5% supera il Pd e tallona la Lega. Cresce Berlusconi

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Non si ferma la corsa di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia supera il Pd e tallona la Lega che mantiene il primo posto, ma a solo mezzo punto di distanza dalla leader di Fdi. Sale al 7% Forza Italia di Silvio Berlusconi.Lo segnala il sondaggio Swg sulle intenzioni di voto degli italiani alle prossime politiche condotto dal 12 al 17 maggio su un campione rappresentativo di 1.200 maggiorenni.

Lega in discesa, ma in testa

La Lega guida la classifica stilata da Swg, ma perde terreno. Questa settimana è al 21%, -0,3% rispetto alla rilevazione del 10 maggio quando era al 21,3 per cento. In forte calo rispetto al 34,3% delle Europee 2019.

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Meloni supera il Pd ed è a mezzo punto dal partito di Salvini

Corre Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni supera il Pd e sale al secondo posto nella classifica sulle intenzioni di voto di Swg, a mezzo punto dalla Lega. Nella corsa continua Fratelli d’Italia sale al 19,5%, incassando lo 0,4% in più. É a 13 punti in più rispetto al risultato delle Europee.

Pd e M5s in calo

Scende un gradino del podio il Pd di Enrico Letta al 19,2% (- 0,3% rispetto alla scorsa settimana), che alle Europee era al 22,7 per cento. In calo anche il M5s, quarto con il 16,8% (- 0,2% rispetto alla precedente rilevazione Swg). Alle Europee era al 17,1 per cento.

Cresce Forza Italia di Silvio Berlusconi

In aumento Forza Italia di Silvio Berlusconi, che sale al 7%, segnando un +0,3% rispetto alla rilevazione del 10 maggio. Alle Europee era all’8,8 per cento. Azione di Carlo Calenda al 3,5%, perde lo 0,2 per cento. In lieve calo (-0,1%) anche Sinistra Italiana che è al 2,9%. In aumento dello 0,2% sia i Verdi che incassano il 2%, sia + Europa all’1,9 per cento. Italia viva di Matteo Renzi è stabile all’1,8%, pari a Mdp-Articolo 1 che sale dello 0,2 per cento. Le altre liste sotto l1% sono al 2,6%, in calo dello 0,2% rispetto alla precedente rilevazione.

Processo Ruby ter, i Pm: «Berlusconi seriamente malato». L’avvocato: «Preoccupati per lui»

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«Noi crediamo assolutamente che Berlusconi sia seriamente malato e affetto da una patologia severa e questo dicono i certificati medici e le consulenze». A dirlo è stato il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano nel processo milanese sul caso Ruby ter che vede imputati Berlusconi e altre 28 persone, tra cui molte giovani ospiti delle serate ad Arcore e poi, secondo l’accusa, testimoni reticenti, perché pagate, nei processi sul caso Ruby. I pm hanno hiesto che la posizione del leader di Forza Italia venga stralciata «temporaneamente» da quella degli altri imputati. Richiesta a cui si è associata la difesa dell’ex premier col legale Federico Cecconi che ha chiarito che per il Cavaliere è necessario un periodo «di riposo assoluto» con una struttura «domestica-ospedaliera» ad Arcore.

La decisione il 26 maggio

Il Tribunale di Milano ha rinviato al 26 maggio per discutere sulla questione dello stralcio. Nell’udienza del 19 maggio non erano presenti tutti i difensori, perché il processo non si svolgeva alla Fiera ma in Tribunale dove vigono le restrizioni anti Covid. E dunque proprio per far discutere sulla richiesta della Procura anche gli altri legali è stato disposto dai giudici il rinvio.

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Le richieste dei Pm

Nell’udienza del 19 maggio in cui si discuteva della nuova istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa del leader di FI per motivi di salute il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto in sostanza che il processo prosegua per gli altri 28 imputati «che hanno diritto a un processo in tempi ragionevoli perché questo sta durando da tantissimo» e che venga temporaneamente stralciata, per alcune udienze almeno, la posizione dell’ex premier per poi riunirla in seguito nel dibattimento. «Credo che Berlusconi stia male per davvero e traggo questo dai certificati medici e lo traggo anche da quelli prodotti nel processo di Siena – ha detto il pm Siciliano -. Non ho il minimo dubbio sulla situazione di particolare serietà e gravita e nulla mi fa dire che possa esserci una soluzione veloce e che il quadro non si possa riproporre con modalità diverse anche in seguito»

Per l’avvocato Cecconi lo stralcio non sarebbe una «situazione pregiudizievole» per la difesa Berlusconi e dunque il legale ha dato l’ok, mentre altre difese presenti in aula, come quelle degli imputati Luca Giuliante e Raissa Skorkina, hanno chiesto che l’ istanza di separazione venga respinta perché, ha detto un legale, «senza la difesa leader di Berlusconi questo dibattimento» non può andare avanti.

Le condizioni di salute di Berlusconi

L’ex premier è stata dimesso sabato scorso dal San Raffaele dove era stato nuovamente ricoverato per postumi del Covid che lo ha colpito lo scorso settembre. Per Cecconi, come ha chiarito in aula, il quadro clinico in pratica non è mutato e già un paio di settimane fa nelle consulenze mediche si segnalava la necessità di un periodo di riposo e cure «di 60 o 90 giorni». «Certo che siamo preoccupati» ha rispoto Cecconi ai cronisti che, dopo l’udienza Ruby ter, gli hanno chiesto quali siano le condizioni del leader di Fi. Il difensore ha chiarito che è «costantemente monitorato a casa», è in condizioni «di degenza domiciliare» e lo ha descritto come un «soggetto defedato»”, ossia deperito, non in buone condizioni.

Voglia d’estate, tra superfood e tradizione gli sciroppi d’Oriente Fabbri 1905

Gran caldo alle porte, aumenta la voglia di dissetarsi. E’ per questo motivo che Fabbri 1905 propone una nuova gamma di sciroppi composta dalla triade “Tè Matcha e Frutti Rossi”, “Arancia e Curcuma”, “Lime, Limone e Zenzero”. La nuova linea nasce dall’incontro tra ingredienti tipici della nostra tradizione e “super food” come matcha, curcuma e zenzero che dall’Oriente hanno ormai conquistato anche noi Italiani per la capacità di sorprendere con sapori, profumi e atmosfere lontani e il plus di attenzione al benessere che offrono.

Spezie e ingredienti nobili e dal gusto ricercato entrano nella ricetta di queste novità create dall’azienda italiana leader nella produzione di sciroppi (ne vantano una gamma che supera i trenta gusti) e da sempre scelti per “colorare” i più dissetanti drink estivi, per preparare ghiaccioli casalinghi e granite o creare divertenti cocktail analcolici per le serate in terrazza.

I tre nuovi sciroppi aprono però ad interpretazioni ancora più creative: si chiamano Orient Express e Matcha & Tonic, i moktail analcolici a cui si aggiungono cocktail a bassa gradazione alcolica come il Matcha Spritz,  ma anche idee per personalizzare snack dolci come le barrette Gingerlime o vere e proprie torte home made come il cheesecake al Lime che non richiede cottura.

Con l’arrivo della bella stagione gli sciroppi speziati Fabbri 1905, concentrati di gusto e benessere dal sapore inedito, diventeranno così gli “ingredienti segreti” per mille diversi modi di gustare la freschezza.

 

Cingolani: «Serve un compromesso tra sostenibilità ambientale e fattibilità»

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«Purtroppo – ha aggiunto – non c’è la soluzione che spingo un pulsante e si risolve tutto. Siamo di fronte a un problema colossale ed è colossale non solo il problema dell’ambiente: anche se noi volessimo spegnere tutto ciò che inquina ci troveremmo milioni di disoccupati in giro. E non è credibile trasformare tutto subito in nuovi lavori verdi, perché bisogna crearla la transizione. Se siamo d’accordo che questa transizione duri 5, 7, 8 anni – ha concluso Cingolani -, per arrivare almeno al primo obiettivo della decarbonizzazione al 55% questo percorso va fatto insieme, non muro contro muro».

Impostare la transizione nei prossimi tre anni

«Io – ha aggiunto – non penso che la transizione ecologica non sia compatibile con il lavoro, però queste sono trasformazioni importanti che richiedono tempo. Noi cambiamo tecnologia, sappiamo che nei prossimi 20 anni quasi tutti i lavori che verranno inventati oggi non esistono. Avremo enormi opportunità di creare posti di lavoro, ma non nei prossimi tre anni, quindi se guardiamo i prossimi tre anni è uno scenario pazzesco, ma se guardiamo i prossimi 15 dovremmo essere molto ottimisti».

«Il punto è che per giustificare l’ottimismo dei prossimi 15 anni, nei prossimi tre dobbiamo lavorare bene, quindi dobbiamo impostare la transizione. Questa transizione – ha aggiunto il ministro – non può essere che da domani tutto l’idrogeno verde si elimina, tutto il gas si elimina domani, perché questa cosa qui non sarebbe sostenibile per quelli che ci sono. Perché è vero che dobbiamo garantire un futuro, ma dobbiamo anche garantire un presente per avere un futuro».

Sulle riforme operare in maniera innovativa

«Noi dobbiamo fare investimenti – ha ricordato Cingolani – solo in ambito ambientale per quasi 70 miliardi in 5 anni e in ambito digitale per 45 miliardi, vado a memoria. Non c’è una organizzazione fatta apposta per un evento speciale di questo tipo, quindi anche qui, persino dal punto di vista delle riforme, bisogna accettare l’idea che su alcune cose dobbiamo operare giocoforza in maniera un po’ innovativa, per non dire distruttiva per certe regole, e anche qui il muro contro muro non va bene».

Fase implementazione la più difficile, serve collaborazione

«Succede una cosa mai successa prima – ha detto il ministro nel suo intervento -: ci prestano dei soldi, ma ci danno anche la tabella dei tempi che abbiamo per usarli. Se pensiamo al Next Generation Eu come al mutuo della nostra casa, forse possiamo capirlo.Chi dice di avere delle prerogative rischia di mandare all’aria tutto e si rischia di fare una figuraccia. Spero che nelle prossime settimane lo spirito di collaborazione sia ancora più forte. Tutti sanno scrivere un buon progetto, ma la fase di implementazione è quella più difficile».

Lo stellato Fabrizio Ferrari alla Settimana della Corea: curerà anima e corpo

Saranno salse fermentate, erbe e olii coreani che curano corpo e anima e facilmente utilizzabili anche nella nostra cucina il tema di uno dei temi più interessanti della Korea Week, grazie ad una video lezione di Fabrizio Ferrari, già chef stellato de “Al Porticciolo 84” di Lecco e, ora stabilmente a Seoul, professore di arti culinarie alla Sir John University durante la Korea Week, la tradizionale settimana di appuntamenti organizzata dall’Istituto Culturale Coreano dedicata alla Repubblica di Corea che si terrà, gratuita e on line, dal 24 al 30 maggio. Il programma comprende anche moda lezioni di cucina, cinema, teatro e una mostra dedicata al design.

Commenta Fabrizio Ferrari: “La cucina coreana è molto interessante e sana. Il cibo è visto da sempre come cura del corpo: grande diffusione hanno gli alimenti fermentati, che rafforzano il sistema immunitario con i loro batteri buoni”. Cuore dell’intervento saranno i condimenti (yangnyeom) che hanno un ruolo ben diverso rispetto alla cucina italiana.  Ganjang (Salsa di soia), doenjang (pasta di soia) e gochujang (pasta di peperoncino) agli oli vegetali aromatici e salutari come Chamgireum (olio di sesamo) e deullgireum (olio di perilla) non servono solo come complemento al piatto principale ma ad amplificare l’effetto medicinale del piatto. Tutti ingredienti facilmente utilizzabili anche nella nostra cucina. La lezione è prevista in live streaming il 29 maggio sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano.

La Korea Week inizia però il 24 maggio con il cinema che ha avuto crescente popolarità grazie al successo di Parasite e a YounYuh-Jung che ha appena vinto l’Oscar come attrice non protagonista.

L’Istituto Culturale Coreano proporrà inoltre al pubblico italiano due film in streaming: Blind di AhnSang-hoon, un thriller di grandissimo impatto che ha conquistato più di 2,4 milioni di spettatori solo in Corea e Castaway On The Moon, un film di Lee Hae-jun, una bizzarra favola metropolitana, raccontata con stile eccentrico e ricca di momenti comici. E poi tanta k-Pop con artisti coreani e italiani.

 

 

Vera icona del gusto, lo storico brand Calise rinasce sull’isola d’Ischia

Gli storici Bar Calise di Ischia sono salvi, compreso il più antico tra Porto e Ponte. Quelli che rappresentano una vera e propria icona del gusto sull’isola verde (bar, caffetteria, pasticceria, gelateria, gastronomia e tea-room) che delizia da oltre sessant’anni i palati degli ischitani e dei turisti non chiuderanno i battenti. A salvare il brand è il Gruppo Raccioppoli, leader su tutto il territorio nazionale nella produzione di food pack sostenibile, he si è avvalso nell’operazione di salvataggio della società Mauro Distribuzione (Espresso Napoletano), brand di eccellenza dell’alta pasticceria partenopea. “Abbiamo deciso di rilevare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria istituzione per tutta l’isola -afferma Domenico Raccioppoli, ceo del Gruppo Raccioppoli- ponendoci sin da subito un duplice obiettivo: il primo lo abbiamo immediatamente raggiunto, ovvero salvaguardare e tutelare tutti i sessanta dipendenti in forza al Bar Calise Ischia, i quali sono stati tutti confermati anche con il cambio di proprietà. Il secondo obiettivo è quello di poter esportare quotidianamente, ovunque nel mondo, il celebre “Cornetto Ischitano” Made Calise. Con il nostro know how puntiamo a far arrivare sulla tavola di chiunque lo desideri e in qualunque posto si trovi un simbolo dell’isola e dell’ischitanità, promuovendo così il “Brand Ischia” 365 giorni all’anno, attraverso i suoi gusti e suoi sapori”.

 Il Gruppo Raccioppoli, attivo dal 1980 ed è leader nella produzione di imballaggi flessibili per il settore industriale, moda e dispositivi di protezione, è guidato da Domenico Raccioppoli, imprenditore di “seconda generazione”, che nel 2018 ha inaugurato un nuovo stabilimento hitech di 55mila mq nell’area industriale di Marcianise (Ce). Qui, grazie ad un investimento totalmente privato di oltre 5 milioni di euro, dal giugno 2020 è attivo il Polo Medicale Industriale del Mezzogiorno, con la prima filiera dei dispositivi di protezione individuale, dove si producono mascherine chirurgiche ed FFP2, dal meltblown (materia prima) al packaging, totalmente Made in Italy. Inoltre, è stato realizzato un altro importante investimento nell’area “storica”, dedicata al pood packaging: in questo caso, con un impegno di 2,5 milioni, è stato acquistato e installato un nuovo impianto che consente di incrementare notevolmente la produzione di film, raggiungendo una capacità produttiva totale di circa 18 milioni di metri lineari stampati al mese, prestando una maniacale attenzione alla sostenibilità ambientale. Il Gruppo conta 140 dipendenti e può vantare un fatturato annuo di oltre 40 milioni di euro.

La Mauro Distribuzione (Espresso Napoletano), che supporta il Gruppo Raccioppoli, vanta quattro esclusive location (tre distribuite tra Napoli e provincia, nonché una a Mentone in Francia) che hanno l’obiettivo ambizioso di riuscire a far vivere, a chiunque entri in contatto con il brand, quell’emozione irripetibile, unica al mondo di chi vive ed ama le bellezze di Napoli e della Campania. Con il format “Espresso Napoletano” sono stati selezionati, progettati e realizzati oltre un centinaio di prodotti tipici dell’arte culinaria partenopea, miscelando le diverse anime della sua cultura gastronomica.

Dopo Roma e Torino Letta prende le distanze da Conte: noi siamo il Pd

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«Le alleanze sono conseguenze di chi siamo, non definiscono la nostra identità. Guardiamo con interesse all’evoluzione dei Cinque Stelle e immaginiamo possibili pezzi di strada insieme ma in una logica di guida del processo: noi siamo il Pd e abbiamo l’ambizione di guidare questo Paese e l’ambizione di farlo con una coalizione di centrosinistra». E ancora: «Il tema vero è la nostra identità: se abbiamo un’identità debole, qualunque alleanza ci fagociterà. L’identità ha bisogno di iniziativa, e se l’iniziativa è forte cambia anche il quadro attorno a noi».

Da Roma a Torino: la delusione per il fallimento del dialogo con il M5s

Se non è un ben servito ai Cinque Stelle poco ci manca. Enrico Letta arriva alla direzione che avrebbe dovuto fare il punto sulle alleanze per le prossime comunali di ottobre sfiancato dalla trattativa inconcludente con il leader in pectore del nuovo movimento Giuseppe Conte (ma anche con il “reggente” Vito Crimi e con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio) e deluso dal doppio schiaffo di Roma e Torino, le due città in cui governano le sindache pentastellate Chiara Appendino e Virginia Raggi. Nel capoluogo piemontese, nonostante Appendino avesse annunciato per tempo la sua non ricandidatura, non si è riusciti a convergere su una personalità civica come il rettore del Politecnico Guido Saracco e la stessa Appendino, che ora sembra averci ripensato sul suo passo di lato, ha escluso anche accordi tra primo e secondo turno. Nella Capitale è andata come è andata: il pressing del Pd affinché il governatore del Lazio Nicola Zingaretti scendesse in campo contro Raggi è fallito per l’ostilità del M5s, che ha minacciato di far saltare l’accordo appena raggiunto in Regione con l’ingresso in Giunta delle due esponenti pentastellate Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Con la conseguenza che il candidato dem Roberto Gualtieri parte azzoppato da un stop di due mesi in attesa del sì di Zingaretti che non è arrivato.

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I dubbi sul ruolo di Conte, comandante «in pectore» senza truppe

Su entrambi i fronti Conte aveva garantito. E il punto è proprio questo: Letta e i dirigenti del Pd hanno toccato con mano nelle ultime settimane il caos in cui è precipitato il M5s, tra un passato rappresentato da Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau che non si riesce a superare e il futuro del nuovo M5s ecologico ed europeista a guida Conte che stenta a prendere corpo. Tanto che non è dato sapere se e quando potrà avvenire la votazione degli iscritti al movimento per cambiare lo statuto e incoronare finalmente l’ex premier capo politico perché la lista degli iscritti è detenuta da Casaleggio che non la vuole cedere. Mentre il tutto è in mano ai tribunali, con i tempi lunghi della giustizia, e la scissione in due tronconi è quasi realtà in Parlamento con l’imminente nascita del gruppo di espulsi e fuoriusciti contrari al governo Draghi e vicini alla galassia Rousseau e ad Alessandro Di Battista.

La presa di distanza di Letta: noi siamo il Pd, le alleanze vengono dopo

Letta, a differenza di Zingaretti prima di lui, non ha mai pensato ad un’alleanza strutturale con il M5s bensì a un dialogo del centrosinistra a guida Pd (più la sinistra di Leu e il mondo liberaldemocratico costituito dai Radicali di Più Europa, da Azione di Carlo Calenda e anche dalla renziana Italia Viva) con il M5s in vista delle prossime elezioni politiche. Dopo due mesi dalla prima direzione del neosegretario e dopo il fallimento della trattativa nelle grandi città in vista delle comunali la distanza si è accentuata. E con la distanza è cresciuta la sfiducia. Questo fatto politico ha ricaschi su due fronti importanti: l’elezione del successore di Sergio Mattarella il prossimo anno e il sistema elettorale con cui si tornerà al voto nel 2023.

Ora più difficile una «maggioranza Ursula» per il Quirinale

Sul primo punto è chiaro che il disegno iniziale del Pd, ossia spingere da un parte affinché Mario Draghi resti a Palazzo Chigi per garantire il varo delle riforme che devono accompagnare il Pnrr e lavorare dall’altra parte ad una maggioranza Ursula (M5s, Pd, Forza Italia e i partiti centristi) per l’elezione del prossimo Capo dello Stato, risulta più sbiadito di due mesi fa. Eleggere il Capo dello Stato senza la Lega (a questo, in fondo, puntavano fin dall’inizio i tanti scontri ingaggiati da Letta con Matteo Salvini) presupporrebbe infatti una coesione granitica di tutti gli altri partiti della maggioranza e soprattutto del partito che esprime tuttora il primo gruppo parlamentare nonostante le fuoriuscite e le scissioni, appunto il M5s. Che coesione granitica non ha né sembra avviato ad averla a breve. Tutto da rifare dunque, mentre avanza l’ipotesi di una rielezione di Mattarella sul “modello Napolitano” nonostante l’interessato abbia già dichiarato pubblicamente di considerare il suo settennato non rinnovabile.