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lunedì, Agosto 8, 2022

Siccità, il sindaco di Idro ai ministri: «Rischio attraverso la salute e danni attraverso 15 milioni»

Lo sa anche lui: il dado è tratto e «non cambierà nulla, però io devo difendere il mio territorio in ogni modo possibile». Per questo, ieri mattina, dopo la conferma che il placet per «risucchiare» una dose dell’acqua dell’Eridio fino ad abbassare il lago di un metro c’è, il sindaco di Idro ha acceso il suo pc e ha iniziato a scrivere le sue ragioni (anche) ai ministri della evoluzione ecologica, Roberto Cingolani, e della Salute, Roberto Speranza.

Perché «con questa decisione – chiarisce risoluto – si mette a rischio tutto: la salute pubblica, l’ambiente e l’economia dei nostri paesi». Un’economia che si regge prevalentemente sul turismo estivo e che ora rischia di perdere dai dieci ai 15 milioni di euro di indotto. Appena quell’acqua sarà prelevata, infatti, «sarò costretto ad emettere l’ordinanza per bloccare la navigazione» annuncia il primo cittadino.

La protesta

È una battaglia alla quale non intende rinunciare, questa, Armani. Ecco perché sulla carta intestata ha aggiunto anche altri destinatari più in là ai ministri: il prefetto Maria Rosaria Laganà, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il responsabile generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Meuccio Berselli e il direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po Luigi Mille.

«La salute pubblica dovrebbe essere prioritaria rispetto alle esigenze dell’irrigazione. Abbassando ulteriormente le acque del lago d’Idro e del suo emissario Chiese, si corre il rischio che si ripresentino le condizioni che nel 2018 hanno dato origine ad una epidemia di legionella proprio lungo l’asta del fiume».

EMBED [RILASCIO DAL LAGO D’IDRO, VIA]

Per questo – scrive il sindaco – «vi chiedo di fermare immediatamente un ulteriore prelievo dal lago», prelievo che causerà «un ulteriore abbassamento di livello, con la conseguente interruzione del deflusso minimo ecologico, che porterebbe a mettere a serio rischio igienico sanitario la mia gente». Allegati alla nota ci sono anche gli ultimi studi e i risultati delle analisi condotte nel 2018 dall’Ats. Ma il Mite, tagliando corto, fa sapere che «si tratta di una decisione che è competenza delle autorità di bacino e dei consorzi locali». Nessun passo indietro, successivamente. Come Armani immaginava.

Il contraccolpo

EMBED [Leggi anche]

«Sono arrabbiato nero: non sopporto che la Valsabbia venga sempre trattata come l’ultima di cui preoccuparsi. Capisco la crisi idrica, ma qui si depaupera continuamente il nostro territorio. E sempre senza risarcire neanche un centesimo» è lo sfogo del sindaco. Che per spiegare l’impatto dello stop dell’Idra e, successivamente, della navigazione, traduce tutto in cifre: «Noi sul turismo estivo ci viviamo: passiamo da essere un paese di duemila abitanti a una presenza di 12mila persone».

Nel 2021, quando ancora la pandemia era nella sua fase clou, il battello ha trasportato una media di 18mila passeggeri, quest’anno ne erano attesi circa 25mila «e invece passeremo dai 18mila a zero, perché abbassando il livello dell’acqua l’Idra rischia di arenarsi sul fondo». Perdere quei 25mila passeggeri significa minor indotto per i quattro campeggi, per i ristoranti, per l’economia tutta.

«Ci hanno preso in giro: aspettiamo il progetto per la messa in sicurezza del lago da trent’anni: doveva essere ultimato dentro il 2012. Siamo nel 2022 e ancora non c’è nulla. Prelevando l’acqua dal lago – aggiunge – mettono a rischio noi e l’ambiente e in più neppure risolvono il problema della siccità, perché il punto è cambiare il sistema irriguo».

Cave

Il sacrificio dell’Eridio dovrebbe durare fino al 10 luglio, così da riuscire a mettere al sicuro il primo raccolto. Ma una delle soluzioni che è sul tavolo da tempo punta alla riconversione delle cave dismesse in bacini idrici, strada che la Lombardia auspicherebbe: a Brescia se ne contano almeno 37. «Le norme che regolano gli attingimenti, anche provvisori – spiega il vicepresidente della Provincia, Guido Galperti -, comportano tempistiche autorizzative non compatibili con l’emergenza idrica in atto.

Per consentirne l’utilizzo, senza oneri e con il consenso delle proprietà interessate, serve una copertura giuridico-amministrativa che solo Regione e Governo, con provvedimenti di necessità e urgenza, possono predisporre in tempi stretti». Come a dire: c’è chi ha la competenza per accelerare le soluzioni.SiccitàDall’emergenza crisi climatica alle contromisure

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